DEXE crolla di quasi il 91% mentre un attacco svuota $2 miliardi di capitalizzazione dopo una violazione dello smart contract
DeXe (DEXE) è crollato del 90,66% dopo che un exploit critico nel suo contratto di staking ha permesso a un attaccante di coniare token illimitati e svuotare la liquidità sugli exchange, innescando una massiccia ondata di vendite. L'entità del calo è confermata dal fatto che DEXE scambia ben al di sotto delle sue medie mobili a 20, 50 e 200 giorni, evidenziando una forte pressione ribassista.
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In evidenza
- Un exploit critico nel contratto di staking di DeXe ha permesso la creazione illimitata di token, cancellando oltre 2 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato.
- Il crollo del prezzo di DeXe è avvenuto dopo un periodo di elevata volatilità e attività di trading, successivo all'inversione dal massimo storico.
- I segnali tecnici restano ribassisti con il prezzo che consolida vicino al supporto di $0,49 e un range di previsione tra $0,49 e $5,14, favorendo ulteriori ribassi.
Crollo della capitalizzazione mentre l'attaccante svuota i pool di liquidità
DeXe, il token di governance del DeXe Network, ha subito una serie di forti ribassi nel luglio 2026 dopo che un exploit nel suo smart contract di staking ha permesso a un attaccante di coniare token illimitati e svuotare i pool di liquidità. Questo evento ha portato al collasso del token e cancellato oltre 2 miliardi di dollari dalla sua capitalizzazione di mercato. Prima dell'incidente, DeXe aveva già invertito la rotta dal suo massimo storico, con una volatilità e un'attività di trading in aumento a causa dell'incertezza.
Segnali di momentum divergenti tra ipervenduto profondo e dominio ribassista
DEXE/USD scambia ben al di sotto delle sue medie mobili a 20 giorni ($31,62), 50 giorni ($24,36) e 200 giorni ($11,62), riflettendo una pressione ribassista significativa su tutti i timeframe. Il supporto più vicino è a $0,49, con una resistenza al minimo recente di $4,49. Sebbene il trend di lungo periodo resti rialzista tra la media a 50 e quella a 200 giorni, questa struttura si trova ben al di sopra dei livelli attuali. Gli indicatori di momentum sono fortemente negativi: l'RSI è profondamente in ipervenduto a 27,78, mentre CCI e Stochastic RSI segnalano anch'essi condizioni di ipervenduto marcate. Il MACD fornisce un forte segnale di acquisto, ma sia ADX che HMA indicano la prosecuzione delle vendite. L'indicatore Bull/Bear Power è positivo a 16,11, suggerendo una dominanza degli acquisti intraday, ma ciò contrasta con gli altri segnali di momentum in ipervenduto. La sessione si è aperta con un ampio gap ribassista di $39,61—un calo dell'86,47%—che ha portato a un'elevata volatilità (ampiezza 66,15%) e a una forte pressione di vendita dopo l'apertura, con segnali degli indicatori che divergono tra momentum e azione immediata del prezzo.
In precedenza, gli analisti avevano osservato che un grave exploit nei contratti smart di DeXe aveva innescato una forte pressione di vendita e danneggiato significativamente la fiducia degli investitori. Gli ultimi sviluppi rafforzano il momentum ribassista prevalente, con gli operatori di mercato invitati a monitorare l'ulteriore volatilità e a restare vigili su eventuali rotture al di sotto del supporto critico di $0,49.
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