La lobby delle criptovalute difende il GENIUS Act mentre i banchieri chiedono restrizioni più severe sui rendimenti

La lobby delle criptovalute difende il GENIUS Act mentre i banchieri chiedono restrizioni più severe sui rendimenti
I gruppi bancari mettono in guardia da una fuga di 6,6 miliardi di dollari verso le monete stabili senza leggi più severe

Due importanti gruppi di difesa delle criptovalute, il Crypto Council for Innovation (CCI) e la Blockchain Association, hanno sollecitato congiuntamente la Commissione bancaria del Senato a resistere ai tentativi dei principali gruppi bancari statunitensi di rivedere il GENIUS Act recentemente approvato.

Questo articolo è stato tradotto dall'originale. Leggi la versione originale del nostro corrispondente qui.

Questi gruppi sostengono che Wall Street stia cercando di reintrodurre restrizioni che erano già state stabilite durante l'ampio processo di negoziazione della legge, riporta Cointelegraph.

Il Bank Policy Institute e altre lobby bancarie sostengono che l'atto contenga una "scappatoia di rendimento", che potrebbe consentire agli affiliati di stablecoin di offrire rendimenti simili a quelli dei conti di risparmio, senza che vi siano regolamenti bancari. I gruppi crittografici avvertono che tali modifiche favorirebbero ingiustamente le banche tradizionali e sopprimerebbero la concorrenza.

Dibattito sulla scappatoia dei rendimenti e implicazioni normative

Al centro della controversia c'è l'affermazione che il GENIUS Act non proibisce completamente alle entità affiliate - come le borse di criptovalute - di offrire rendimenti sulle stablecoin, anche se agli emittenti stessi è vietato farlo. I banchieri sostengono che questo crea un vantaggio sleale e rischia di sottrarre 6.600 miliardi di dollari ai depositi bancari, minacciando l'offerta di credito.

Al contrario, le coalizioni di criptovalute sostengono che le stablecoin di pagamento sono categoricamente diverse dai depositi bancari e non dovrebbero essere soggette alle stesse regolamentazioni. Si oppongono inoltre all'abrogazione della Sezione 16(d), che consente alle entità riconosciute dallo Stato di operare con le stablecoin attraverso i confini statali, avvertendo che ciò porterebbe a un "regime normativo frammentato" che compromette l'innovazione e il commercio interstatale.

Dati del settore e slancio della crescita delle stablecoin

I sostenitori della criptovaluta hanno citato uno studio di Charles River Associates del luglio 2025 che non ha rilevato alcun legame significativo tra la crescita delle stablecoin e i deflussi dei depositi bancari tradizionali, contro le preoccupazioni sollevate dai gruppi bancari. Hanno inoltre evidenziato i dati che mostrano oltre 800 milioni di dollari in pagamenti di rendimenti da parte di stablecoin come sUSDe di Ethena (30,71 milioni di dollari), BUIDL di Securitize (8,39 milioni di dollari) e sUSDe di Sky Ecosystem (6,78 milioni di dollari) nell'ultimo mese.

Con un mercato totale delle stablecoin di 288 miliardi di dollari, ancora solo una frazione della massa monetaria statunitense di 22.000 miliardi di dollari, i sostenitori delle criptovalute affermano che c'è ampio spazio per la coesistenza. La battaglia sui rendimenti delle stablecoin evidenzia questioni più profonde su come regolamentare l'innovazione finanziaria senza soffocare la concorrenza o la scelta dei consumatori.

Recentemente abbiamo scritto che la recente firma della legge GENIUS Act segna un momento storico nella regolamentazione delle monete stabili negli Stati Uniti.

Questo materiale può contenere opinioni di terze parti, nessuno dei dati e delle informazioni su questa pagina web costituisce consulenza sugli investimenti secondo il nostro Disclaimer. Sebbene aderiamo a una rigorosa Integrità Editoriale, questo post può contenere riferimenti a prodotti dei nostri partner.