Il CEO di Tether critica gli analisti di JPMorgan
L'amministratore delegato di Tether, Paolo Ardoino, ha respinto un recente rapporto di JPMorgan che analizza le riserve e la conformità normativa di Tether, affermando che la forza finanziaria dell'azienda è ampiamente sottovalutata.
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In una dichiarazione rilasciata a The Block, Ardoino ha definito gli analisti di JPMorgan "salati" per non aver tenuto conto del solido patrimonio netto di gruppo di Tether, pari a oltre 20 miliardi di dollari, e del suo profitto trimestrale di oltre 1,2 miliardi di dollari generato attraverso i Treasury statunitensi, riporta The Block.
Difendere la resilienza finanziaria di Tether
Gli analisti di JPMorgan hanno stimato che solo tra il 66% e l'83% delle riserve di Tether soddisfano attualmente i requisiti della proposta di regolamentazione statunitense sulle stablecoin. Hanno suggerito che Tether potrebbe essere costretta a cedere alcuni asset - tra cui bitcoin, debiti societari e prestiti garantiti - a favore di strumenti più liquidi come i Treasury statunitensi. Tuttavia, Ardoino si è astenuto dal confermare l'eventuale necessità di vendere Bitcoin. Invece, ha fatto riferimento al suo recente post su X, notando che "gli analisti di Tether dicono che JPM non ha abbastanza Bitcoin".
Le riserve di Tether comprendono circa 83.758 bitcoin, per un valore di oltre 8 miliardi di dollari, e la società ha annunciato nel 2023 che avrebbe destinato fino al 15% dei suoi profitti trimestrali all'acquisto di bitcoin. Ardoino ha poi aggiunto: "Gli analisti di JPMorgan sembrano un po' gelosi di non aver comprato Bitcoin a buon mercato e di non averli resi salati. Ma è chiaro che non capiscono né Bitcoin né Tether. E non avranno un evento a buon mercato per comprare Bitcoin. Nessuno è dispiaciuto per loro".
Ostacoli normativi e prospettive del settore
Il rapporto giunge mentre i legislatori statunitensi prendono in considerazione due proposte di legge sulle stablecoin - lo STABLE Act alla Camera e il GENIUS Act al Senato - che mirano a imporre agli emittenti di stablecoin requisiti in materia di licenze, gestione del rischio e riserve 1:1. Queste misure, che dovrebbero essere promulgate nel corso dell'anno, potrebbero costringere Tether ad adeguare la propria composizione delle riserve. Ardoino ha fatto notare che Tether sta "monitorando attentamente l'evoluzione delle diverse proposte di legge statunitensi sulle stablecoin" e si sta impegnando attivamente con le autorità di regolamentazione locali, anche se non è ancora chiaro quale proposta prevarrà.
Mentre il panorama normativo statunitense per gli asset digitali continua a evolversi, i solidi guadagni e la strategia di riserve diversificate di Tether potrebbero fornire alla società un cuscinetto contro le potenziali sfide normative.
Recentemente abbiamo scritto che gli analisti di JPMorgan hanno espresso il timore che Tether, l'emittente della stablecoin USDT, possa dover adeguare le proprie riserve per allinearsi alle prossime normative statunitensi sulle stablecoin.
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