EUR/USD scivola mentre i dati statunitensi più solidi riaccendono i rischi di una stretta della Fed
EUR/USD viene scambiato moderatamente al ribasso il 25 agosto nell’area 1,1660-1,1655, dopo che la coppia non è riuscita a consolidarsi sopra 1,1700 alla fine della scorsa settimana. L’attuale correzione è in gran parte legata a dati macroeconomici statunitensi migliori delle attese, mentre il mercato ha nuovamente aumentato la probabilità di un rialzo dei tassi da parte della Fed.
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Il PMI composito preliminare S&P statunitense di agosto è accelerato a 56,0 da 54,5, il PMI dei servizi è salito a 56,8 da 54,6, mentre il PMI manifatturiero è rimasto in territorio di espansione a 53,2. Questi dati confermano la resilienza dell’economia statunitense e consentono alla Fed di mantenere più a lungo un orientamento hawkish, sostenendo il dollaro.
La resilienza dell’Eurozona mantiene aperta la possibilità di una stretta della BCE
Anche il quadro nell’Eurozona rimane relativamente resiliente, sebbene la struttura della crescita sia diversa. Il PMI composito preliminare è salito a 52,1 da 52,0, il livello più alto da novembre, con il miglioramento dell’attività trainato in gran parte dal settore manifatturiero, soprattutto in Germania. S&P Global stima che tali valori siano compatibili con una crescita del PIL dell’Eurozona di circa lo 0,3% nel terzo trimestre, dopo una crescita economica effettiva dello 0,4% su base trimestrale nel secondo trimestre.
Anche la Germania appare in condizioni migliori rispetto a qualche mese fa: il suo PIL è cresciuto dello 0,2% su base trimestrale nel secondo trimestre, dopo una crescita rivista dello 0,4% nel primo trimestre, sebbene la domanda interna rimanga debole e l’economia sia sensibile agli elevati prezzi dell’energia. L’inflazione tedesca è accelerata al 2,8% su base annua a luglio, principalmente a causa della componente energetica, mentre l’inflazione core si è attestata al 2,4%.
Le aspettative sui tassi diventano meno favorevoli per l’euro
In questo contesto, la divergenza tra le aspettative sulla politica della BCE e quelle sulla politica della Fed rimane presente, ma ora appare meno chiaramente favorevole all’euro rispetto a una settimana fa. Il mercato sta quasi completamente scontando un aumento di 25 punti base del tasso sui depositi della BCE, fino al 2,50%, nella riunione del 10 settembre, con una probabilità stimata intorno al 95%.
Allo stesso tempo, le aspettative sulla Fed sono diventate più hawkish dopo i solidi dati PMI: la probabilità di un aumento dell’intervallo obiettivo dall’attuale 3,50-3,75% al 3,75-4,00% nella riunione del 16 settembre è salita a circa il 41-43%, rispetto a circa il 34% di una settimana prima. In altre parole, l’euro conserva ancora un vantaggio in termini di differenziale dei tassi, ma tale vantaggio si sta riducendo, poiché il mercato ha ricominciato a scontare la possibilità di un rialzo dei tassi della Fed a settembre.
I rendimenti dei Treasury rafforzano il sostegno al dollaro
Il mercato dei Treasury statunitensi sta fornendo ulteriore sostegno al dollaro. Oggi, il rendimento dei titoli decennali si aggira intorno al 4,71%, mentre quello dei titoli trentennali è vicino al 5,24%, rimanendo prossimo ai massimi pluriennali. L’espansione dei riacquisti di Treasury e il dibattito sul possibile utilizzo dei fondi del Treasury General Account non sono finora riusciti a produrre un calo sostenuto dei rendimenti a lungo termine, poiché gli investitori continuano a richiedere un premio più elevato per i rischi legati all’inflazione e alla politica fiscale, all’entità dell’offerta di debito pubblico e alla forte domanda di capitale sia da parte del governo sia del settore dell’AI.
Pertanto, come osservato in EUR/USD si rafforza sulle divergenti aspettative sui tassi della BCE e della Fed, il quadro di breve termine per EUR/USD è attualmente piuttosto neutrale-negativo: finché la coppia rimarrà al di sotto di 1,1710-1,1680, è probabile che la pressione verso 1,1620-1,1600 persista. Un ritorno sopra 1,1700/10 migliorerebbe nuovamente il quadro tecnico e aprirebbe la strada verso 1,1740-1,1760, mentre una rottura al di sotto di 1,1600 aumenterebbe il rischio di una correzione più profonda verso 1,1550-1,1520.
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