L'inflazione in Francia scende al target BCE dopo il calo dei costi energetici

L'inflazione in Francia scende al target BCE dopo il calo dei costi energetici
L'inflazione francese si raffredda con il calo dei prezzi dell'energia

L'inflazione francese ha rallentato più bruscamente del previsto a giugno, offrendo alla Banca Centrale Europea un po' di sollievo dopo il recente aumento delle pressioni sui prezzi trainato dall'energia. Il rallentamento è stato guidato dai minori costi energetici e da un'inflazione dei servizi più contenuta, suggerendo che l'impatto della guerra in Iran sui prezzi al consumo ha iniziato a svanire.

In evidenza

  • L'inflazione francese è rallentata al 2% a giugno dal 2,8% di maggio.
  • Il dato è stato inferiore al 2,3% previsto dagli economisti.
  • L'inflazione dei servizi è scesa all'1,8%.
  • I prezzi dei beni sono calati dello 0,9% su base annua.
  • La spesa per i consumi è aumentata dello 0,5% a maggio.

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L'inflazione torna al target della BCE

I prezzi al consumo in Francia sono aumentati del 2% a giugno rispetto all'anno precedente, in calo rispetto al 2,8% di maggio. Gli economisti si aspettavano che l'inflazione rallentasse al 2,3%, quindi gli ultimi dati sono risultati inferiori alle previsioni, come riportato da Bloomberg.

Il risultato ha riportato l'inflazione francese all'obiettivo del 2% della Banca Centrale Europea e ha segnato il livello più basso da marzo. Ha inoltre reso la Francia una delle prime grandi economie dell'area euro a mostrare un chiaro raffreddamento dell'inflazione dopo che i prezzi del petrolio si sono ritirati dai massimi raggiunti durante il conflitto tra Stati Uniti e Iran.

L'energia è stata il principale motore del rallentamento. I prezzi del petrolio sono scesi poiché i colloqui di pace hanno ridotto i timori di uno shock prolungato dell'offerta, contribuendo ad allentare la pressione sul carburante e sui costi energetici in generale. Questo è importante per la BCE perché gli shock energetici possono diffondersi rapidamente ai trasporti, ai servizi e ai beni di consumo.

I prezzi dei servizi e dei beni si raffreddano

L'inflazione dei servizi è rallentata all'1,8% a giugno dal 2,1% di maggio, un segnale attentamente monitorato dai responsabili politici perché i prezzi dei servizi sono spesso legati ai salari e alla domanda interna.

I prezzi dei beni hanno continuato a scendere, calando dello 0,9% rispetto a un anno prima dopo un calo dello 0,6% a maggio. Ciò suggerisce un debole slancio dei prezzi in settori dell'economia dei consumi, anche se le famiglie hanno ricominciato a spendere.

Dati separati dell'Insee hanno mostrato che la spesa per i consumi è aumentata dello 0,5% a maggio dopo essere scesa della stessa entità ad aprile. Gli economisti si aspettavano un aumento minore dello 0,3%. Il rimbalzo indica una certa resilienza nella domanda delle famiglie, sebbene non suggerisca ancora un ampio rimbalzo dell'inflazione.

Cosa significa questo per la BCE

I dati francesi arrivano poco prima che l'area euro pubblichi i propri dati sull'inflazione. Gli analisti si aspettano che l'inflazione in tutto il blocco moderi al 3% dal 3,2%, aiutata dai prezzi dell'energia più bassi dopo che le tensioni in Medio Oriente si sono allentate.

Per la BCE, i numeri francesi riducono la pressione per continuare ad alzare i tassi in modo aggressivo. La banca centrale ha aumentato i costi di prestito questo mese per la prima volta dal 2023, citando preoccupazioni sul fatto che l'inflazione legata alla guerra si stesse diffondendo nell'economia.

Tuttavia, è improbabile che un solo rapporto debole risolva il dibattito. I funzionari della BCE si aspettano che l'inflazione rimanga elevata e gli investitori continuano a scontare un altro aumento dei tassi di un quarto di punto quest'anno. Se i prezzi del petrolio più bassi continueranno a filtrare nell'economia e l'inflazione dei servizi rimarrà contenuta, la tesi per un ulteriore inasprimento potrebbe indebolirsi. Se i prezzi dell'energia dovessero salire di nuovo, il sollievo potrebbe rivelarsi temporaneo. 

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