EOS diventa Vaulta: Perché la criptovaluta ha deciso di cambiare marchio

EOS diventa Vaulta: Perché la criptovaluta ha deciso di cambiare marchio
Vaulta avrà più successo di EOS?

Un tempo progetto molto apprezzato, EOS sarà presto ribattezzato Vaulta. La criptovaluta, un tempo considerata "la migliore e la più promettente", ha deluso le aspettative degli investitori e ora punta su un nuovo inizio.

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Il 14 maggio il progetto di criptovaluta EOS sarà ufficialmente ribattezzato Vaulta. La dirigenza dell'azienda spiega questa mossa come parte di una nuova strategia incentrata sul Web3 banking - soluzioni finanziarie basate su blockchain che mirano a collegare la finanza tradizionale con strumenti decentralizzati.

Come parte del rebrand, il token EOS sarà scambiato 1:1 con il token Vaulta. Il nuovo token manterrà la stessa tecnologia e le stesse caratteristiche del suo predecessore e potrà essere scambiato tramite il Vaulta Swap Portal o attraverso gli exchange partner supportati.

"Vaulta non è un fork o un reset. È la rete EOS ripensata e ribattezzata, pienamente compatibile con l'infrastruttura esistente e con la storia dello Stato", ha commentato il team di EOS.

Il nuovo progetto sta anche cercando di attirare gli utenti con premi di puntata del 17%, significativamente più alti di quelli di altre criptovalute come Ethereum (2,7%) o Solana (5,4%).

Reazione del mercato al rebrand

Con l'avvicinarsi della data del rebrand, il prezzo di EOS ha iniziato a salire. L'8 maggio, il prezzo della criptovaluta è balzato del 22% a 0,84 dollari, mentre il suo market cap ha superato 1,2 miliardi di dollari, alimentato da un'impennata del 285% del volume di scambi, che ha raggiunto quasi 500 milioni di dollari in 24 ore.

Anche il mercato dei derivati è stato entusiasmante: l'interesse aperto sui futures di EOS è aumentato del 45%, superando i 188 milioni di dollari. Tuttavia, questo dato è ancora lontano dai massimi storici di EOS nel 2018, quando il token ha brevemente raggiunto quasi 19 dollari.

Fluttuazioni del prezzo di EOS. Fonte: CoinMarketCap.

Come è iniziato tutto

EOS è stato lanciato nel 2017 da Block.one, fondata dagli imprenditori Brendan Blumer e Dan Larimer. Il progetto ha attirato l'attenzione per il suo ambizioso obiettivo di costruire una blockchain ad alte prestazioni per applicazioni decentralizzate (dApp) con transazioni istantanee e zero commissioni.

EOS ha raccolto circa 4 miliardi di dollari in una delle più grandi ICO della storia delle criptovalute, attirando sia investitori istituzionali che retail. Nel giugno 2018, il progetto ha lanciato la propria blockchain - EOSIO (o EOS Mainnet) - passando da un token ERC-20 su Ethereum a una rete indipendente costruita sul proprio protocollo blockchain.

Nel 2019, Block.one ha annunciato Voice, una piattaforma di social media decentralizzata costruita su EOS, volta a promuovere la trasparenza e il coinvolgimento degli utenti. Nonostante il clamore, il progetto non è riuscito a guadagnare trazione e alla fine è stato chiuso.

Perché EOS ha perso il suo slancio

Agli inizi, EOS era spesso considerato una delle criptovalute più promettenti. Il CCID cinese ha collocato EOS in cima alle sue classifiche mensili per diversi anni, addirittura davanti a Bitcoin ed Ethereum.

Gli esperti hanno lodato EOS per la sua scalabilità, la velocità delle transazioni e il potenziale di adozione di massa. Alcuni l'hanno addirittura definito il "killer di Ethereum". Tuttavia, le cose hanno iniziato a cambiare.

Nonostante l'ottima partenza, nel corso degli anni EOS è uscito dalle prime 50 criptovalute per capitalizzazione di mercato. Il progetto non ha mantenuto le sue promesse e ha perso il sostegno degli sviluppatori e dei finanziatori istituzionali. Un duro colpo è arrivato all'inizio del 2021, quando il co-fondatore Dan Larimer ha lasciato il progetto, facendo vacillare la fiducia nel suo futuro. Poco dopo, la EOS Network Foundation ha intentato una causa da 1 miliardo di dollari contro Block.one, accusando la società di non aver supportato l'ecosistema e di aver tradito gli interessi della comunità.

La situazione è peggiorata quando Tether ha interrotto il supporto a EOS nel 2023, rimuovendo un componente chiave della liquidità dalla rete. L'attività degli sviluppatori è diminuita, il numero degli utenti è calato e la mancanza di progetti importanti e di crescita della DeFi ha spinto EOS sempre più ai margini del mercato delle criptovalute.

Il rebranding sarà d'aiuto?

Il rebranding di EOS come Vaulta sembra essere un tentativo di dare nuova vita a un progetto che negli ultimi anni ha faticato a trovare rilevanza. Concentrarsi sul Web3 banking e integrare la finanza tradizionale potrebbe, in teoria, attirare partner istituzionali e investitori. I recenti picchi di attività sul mercato spot e dei derivati dimostrano che c'è ancora un certo interesse per il progetto, il che suggerisce che il team ha la possibilità di rilanciare il suo ecosistema.

Tuttavia, il rebrand da solo non è sufficiente a riportare EOS al suo antico splendore. Il cambio di nome non risolve i problemi fondamentali, come la perdita di fiducia dopo la partenza di Larimer, il fallimento di iniziative come Voice e le controversie legali con Block.one. Senza veri progressi tecnologici e senza una domanda di mercato significativa, Vaulta rischia di ripetere il declino di EOS. Resta da vedere se il team è in grado di offrire qualcosa di più di un nuovo nome e di rendimenti interessanti per le puntate.

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