Il prezzo dell'argento scende da 89 dollari mentre il dollaro riprende slancio
L'argento (XAG/USD) è stato scambiato martedì vicino ai massimi recenti. Il rafforzamento del dollaro statunitense ha pesato sui prezzi, anche se la domanda di beni rifugio è stata sostenuta dalle tensioni in Medio Oriente e dall'incertezza sulla politica commerciale interna degli Stati Uniti.
In evidenza
- L'argento ha oscillato vicino a 88,14 dollari dopo che la forte impennata di lunedì ha riportato i prezzi nella fascia alta degli 80 dollari.
- L'indice del dollaro statunitense si è mantenuto intorno a 97,82, tenendo sotto controllo la domanda extra-americana e gli acquisti momentanei.
- I rendimenti del Tesoro sono rimasti vicini al 4,03%, mantenendo i tassi d'interesse come il fattore principale che può sostenere il rally o limitare ulteriori guadagni dopo le grandi oscillazioni.
Questo articolo è stato tradotto dall'originale. Leggi la versione originale del nostro corrispondente qui.
Azione dei prezzi e segnali cross-market
L'argento è vicino a 88,14 dollari, poco variato nel corso della giornata, dopo una corsa volatile che ha mantenuto la liquidità sottile e le reazioni dei prezzi veloci. I dati di mercato mostrano che gli scambi di martedì hanno spaziato da 85,53 a 88,99 dollari, ricordando che il mercato si è mosso a scatti piuttosto che a passi ordinati.

Dinamica del prezzo dell'argento (gennaio-febbraio 2026). Fonte: TradingView: TradingView.
Dollaro, rendimenti e "freni" macro
Il dollaro è rimasto centrale perché l'argento è quotato in valuta statunitense. Con l'indice del dollaro intorno a 97,82, gli acquirenti che utilizzano euro, yen o valute dei mercati emergenti hanno dovuto affrontare un costo locale più elevato, che può raffreddare la domanda quando i prezzi sono già elevati.
I tassi sono stati l'altro punto di pressione. Il rendimento a 10 anni degli Stati Uniti si è attestato vicino al 4,03% e questo livello è importante perché un aumento dei rendimenti può aumentare il costo opportunità di detenere metalli non redditizi e spostare il posizionamento a breve termine verso operazioni di cash e carry.
Anche il rischio politico e i dati sono rimasti in vista. Una serie di comunicati statunitensi e di comunicazioni della Fed ha reso i trader cauti nel rincorrere i breakout, soprattutto quando le correlazioni tra gli asset si stringono e i metalli iniziano a essere scambiati come una copertura macro piuttosto che come una storia a sé stante.
Cosa ci aspetta sulla scena globale?
Il rischio geopolitico ha continuato a fornire una base alla domanda di beni rifugio. I mercati hanno seguito le tensioni tra Stati Uniti e Iran in vista di un'altra tornata di colloqui sul nucleare prevista per giovedì a Ginevra, uno scenario che ha alzato i premi per il rischio nel settore energetico e si è riversato sul posizionamento difensivo più in generale.
Sul grafico, gli operatori stanno osservando se l'argento riuscirà a mantenere l'area dei 80 dollari dopo l'ultima impennata. Una base sostenuta al di sopra degli 85,50 dollari circa mantiene l'attenzione sugli 89-90 dollari, mentre una scivolata al di sotto degli 85 dollari rischia di riaprire la porta a movimenti di mean-reversion più rapidi.
Nel frattempo, l'argento ha registrato una domanda di beni rifugio a causa dell'acuirsi dei rischi geopolitici che coinvolgono gli Stati Uniti e l'Iran, suscitando un rinnovato interesse d'acquisto dopo la recente volatilità.
Ultime notizie su XAG/USD
- Forex
- Crypto