Sicilia, l’avviso Step catalizza 484 milioni di progetti, il cleantech pesa di più sugli investimenti

Sicilia, l’avviso Step catalizza 484 milioni di progetti, il cleantech pesa di più sugli investimenti
Step: boom progetti e investimenti

La nuova fotografia dei progetti di innovazione candidati in Sicilia evidenzia una spinta marcata verso la transizione energetica, con quasi mezzo miliardo di euro complessivi e un ruolo crescente del digitale come leva di modernizzazione. I numeri emergono dai dati ufficiali regionali sull’Avviso Step (Strategic Technologies for Europe Platform), nell’ambito del Pr Fesr Sicilia 2021-2027, elaborati dal dipartimento Attività produttive della Regione, secondo Il Sole 24 Ore.

In evidenza

  • Il bando Step in Sicilia ha catalizzato 484 milioni di euro su 52 progetti, con il cleantech che rappresenta il 62% degli investimenti totali (298,8 milioni).
  • La zona orientale dell’isola – Catania, Messina, Siracusa – concentra oltre 200 milioni di euro di progetti, consolidando il ruolo del territorio nella transizione energetica e industriale.
  • Quasi il 30% del valore complessivo (145,7 milioni di euro) proviene da proponenti fuori Sicilia, riflettendo attrattività regionale ma sollevando il tema del trasferimento di competenze e proprietà.

Ripartizione dei progetti e delle risorse Step

Le istanze presentate sono 52, per un valore complessivo di circa 484 milioni di euro, e mostrano un’innovazione diffusa sul fronte digitale ma guidata per valore da energia e industria. In termini di numero di progetti, il 52% riguarda il digitech (27 progetti), il 36% il cleantech (19 progetti) e il 10% il biotech (5 progetti), con un 2% di classificazioni non disponibili. Guardando invece alla distribuzione degli investimenti, il cleantech concentra il 62% del valore complessivo (298,8 milioni), il digitech il 34% (164 milioni) e il biotech il 4% (21,8 milioni). Nel complesso, la lettura dei dati indica che la parte più consistente delle risorse si concentra sulla transizione energetica e sulla trasformazione dell’industria esistente, da materiali e agroindustria fino a economia circolare. La massa progettuale, secondo la Regione, rappresenta un segnale importante, ma la sfida operativa sarà convertirla in crescita strutturale, occupazione qualificata e competenze tecnologiche stabili sul territorio.

Linea politica regionale e obiettivi industriali

Il presidente della Regione siciliana Renato Schifani ha indicato l’avviso come uno strumento per rafforzare la competitività, puntando su tecnologie digitali e tutela dell’ambiente attraverso un impiego “oculato e strategico” delle risorse del Pr Fesr. Nella stessa cornice, la Regione sottolinea che l’impegno finanziario è rivolto al tessuto produttivo, con attenzione anche al mondo della ricerca e a collaborazioni con investitori internazionali. L’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo ha collegato Step all’obiettivo di sostenere un’industria moderna capace di competere sui mercati internazionali e contribuire alla transizione digitale ed energetica. Tamajo ha inoltre interpretato l’entità della risposta come un segnale di fiducia delle imprese nelle politiche industriali regionali e come base per attrarre investimenti di qualità e nuove opportunità. La linea dichiarata punta quindi a far crescere la capacità industriale e l’ecosistema dell’innovazione, evitando che i progetti restino solo candidature senza ricadute durevoli.

Geografia degli investimenti e capitale da fuori Isola

Sul piano territoriale, i dati mostrano una forte concentrazione lungo l’asse orientale Catania, Messina, Siracusa, indicato come cuore industriale della transizione siciliana. Messina intercetta oltre 84 milioni di euro, combinando grandi progetti digitali e iniziative cleantech legate anche alla filiera agroindustriale. Catania supera gli 82 milioni, con interventi tra energia, manifattura e Ict, mentre Siracusa si colloca intorno ai 51 milioni, con peso degli interventi connessi alla trasformazione sostenibile dell’industria energetica. Nel complesso il quadrante orientale concentra oltre 200 milioni di euro di progetti, rafforzando il suo ruolo di piattaforma per transizione energetica e industriale dell’Isola. Un ulteriore elemento riguarda i proponenti con sede fuori Sicilia, a cui fanno capo circa 145,7 milioni di euro, quasi il 30% del valore complessivo, con presenze citate da regioni come Lombardia, Lazio, Veneto, Liguria, Campania e dall’estero, tra cui l’Olanda. La Regione evidenzia una doppia lettura, da un lato l’attrattività della Sicilia come sede di realizzazione degli interventi, dall’altro il tema del radicamento di competenze e proprietà tecnologica per trasformare investimenti esterni in filiere locali, trasferimento di know-how e occupazione duratura.

In un nostro precedente articolo abbiamo riportato della lettera aperta di 150 scienziati ed economisti italiani sul decreto Bollette, con l’invito al governo a non indebolire gli strumenti europei di decarbonizzazione e a rafforzare le politiche di adattamento. Nel testo veniva evidenziata in particolare la richiesta di pieno sostegno al sistema Emission Trading (Ets) come leva chiave per ridurre le emissioni e sostenere la transizione energetica e industriale nel lungo periodo.

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