Tessellis accetta l’offerta Canarbino per l’affitto del ramo B2C e dei marchi Tiscali e Linkem
Il Sole 24 Ore reports that dopo la chiusura del piano di esodi incentivati tra fine 2025 e inizio 2026, la vertenza che riguarda Tiscali, oggi parte della holding Tessellis, entra in una nuova fase legata al riassetto industriale. In una nota della società, il Consiglio di amministrazione ha deliberato di accettare un’offerta vincolante che punta alla valorizzazione del ramo d’azienda B2C di Tiscali Italia e dei marchi “Tiscali” e “Linkem” tramite un contratto di affitto funzionale al successivo acquisto. L’offerta, si legge nella comunicazione, è pervenuta il 1 marzo ed è stata presentata da Canarbino S.p.A.
In evidenza
- Tessellis ha accettato l’offerta di Canarbino S.p.A. per l’affitto del ramo B2C e dei marchi Tiscali e Linkem, in vista di futura cessione.
- Tra dicembre 2025 e gennaio 2026 sono stati effettuati 220 esodi incentivati su 700 lavoratori, nell’ambito della riorganizzazione aziendale e riduzione dei costi.
- Il settore Tlc ha perso 15 miliardi di ricavi secondo Uilcom, accentuando difficoltà di investimento e occupazione e spingendo il sindacato a richiedere un confronto sulle strategie future.
Offerta su B2C e marchi, formula dell’affitto
La proposta accettata dal Consiglio di amministrazione di Tessellis riguarda la valorizzazione del ramo d’azienda B2C di Tiscali Italia e dei marchi “Tiscali” e “Linkem”. Secondo la nota aziendale, l’operazione verrebbe realizzata attraverso un contratto di affitto finalizzato a un successivo acquisto del ramo e dei marchi. La società che ha presentato l’offerta è Canarbino S.p.A., con proposta in favore di Tessellis e di Tiscali Italia S.p.A., in vista della futura cessione. Il dossier si inserisce nella fase conclusiva di una riorganizzazione resa necessaria dalla situazione economico-finanziaria dell’azienda e dalla crisi del comparto Tlc.Occupazione e riorganizzazione dopo gli esodi
Il sindacato Uilcom Sardegna, attraverso il segretario generale Tonino Ortega, ricostruisce l’evoluzione della forza lavoro negli anni e l’impatto della crisi del settore. Ortega ricorda che in Sardegna nel dicembre 2015 i lavoratori Tiscali erano 1.100, scesi a circa 600 nel 2022, prima dell’acquisizione di Tiscali da parte di Linkem che riportò il totale a 1.100 tra le due realtà. Oggi, secondo la stessa ricostruzione, i lavoratori sarebbero 700, di cui 450 a Cagliari, con altre sedi tra Roma, Bari e Taranto. Tra dicembre 2025 e gennaio 2026, sempre secondo Uilcom, sono stati effettuati 220 esodi incentivati nelle varie sedi, nell’ambito di un percorso di revisione organizzativa per ridurre i costi e limitare uscite traumatiche.Pressione sui ricavi nel settore Tlc e richiesta di confronto
Nel quadro delineato dal sindacato, il settore delle telecomunicazioni avrebbe perso complessivamente 15 miliardi di ricavi, rendendo più difficile sostenere investimenti e livelli occupazionali. Ortega sottolinea la necessità di un confronto con le istituzioni sul tema delle infrastrutturazioni, indicando che l’assenza di interventi dedicati spinge le compagnie a comprimere i ricavi per competere. In questo contesto, Uilcom parla di una “politica sindacale difensiva”, basata su strumenti come cessione di rami d’azienda, esodi incentivati e negoziazione. Dopo la nota sull’offerta Canarbino, il sindacato chiede la convocazione di un incontro per conoscere programmi, strategie e progetti futuri legati al rilancio e all’assetto industriale.In un nostro precedente approfondimento su Telecom Italia (TIT) abbiamo analizzato l’andamento del titolo, evidenziando una pressione ribassista di breve periodo sotto la MA-20 ma un’impostazione ancora positiva su orizzonti di medio-lungo termine. L’articolo metteva inoltre in evidenza segnali di momentum contrastanti e un quadro di incertezza, con livelli tecnici chiave tra supporti nell’area €0,61 e resistenze intorno a €0,64.
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