Export manifatturiero italiano verso il Medio Oriente, Toscana ed Emilia Romagna tra le più esposte ai rischi della crisi
Le tensioni in Medio Oriente possono incidere non solo sui mercati energetici, ma anche sulle vendite dei prodotti italiani nella regione, secondo un’elaborazione di Confartigianato su dati Istat. Il canale commerciale vale 27,8 miliardi di euro di export manifatturiero, pari al 4,6% del totale, e nel 2025 i flussi risultano in crescita, aumentando la sensibilità di alcune aree produttive italiane alle possibili interruzioni o rallentamenti della domanda.
In evidenza
- Italian exports to the Middle East rose 7,9% in the first eleven months of 2025, with UAE and Saudi Arabia up 18,5% and 3,7% respectively.
- Toscana leads regional exposure with €4 miliardi in exports to the area (2,94% of regional GDP), followed by Emilia Romagna (€3,4 miliardi, 1,79%) and Veneto (€3,3 miliardi, 1,69%).
- Increased 2025 export growth heightens supply-chain risks and regional asymmetry, as Middle East sales now account for 1,28% of Italy's GDP but reach higher shares locally.
Dati 2025 e mercati in movimento
Nei primi undici mesi del 2025 l’export italiano verso il Medio Oriente è salito del 7,9%, in base ai dati citati da Confartigianato e riportati da Il Sole 24 Ore. Crescono anche i due principali mercati di sbocco dell’area, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, rispettivamente con +18,5% e +3,7% nel 2025. In valori, gli Emirati valgono 9,1 miliardi di euro di esportazioni e l’Arabia Saudita 6,3 miliardi. Tra gli altri mercati in forte espansione figurano Kuwait (+57,2%, 1,9 miliardi) e Libano (+18,5%, 971 milioni). In calo, invece, Qatar (-14,6%, 2 miliardi), Iraq (-1,6%, 965 milioni) e Israele (-0,8%, 3,4 miliardi).Esposizione regionale, Centro-Nord più coinvolto
Per l’Italia, l’export verso il Medio Oriente rappresenta complessivamente l’1,28% del Pil, ma l’incidenza cambia in modo marcato tra le Regioni. Confartigianato evidenzia che nel Mezzogiorno il peso è generalmente più basso, con i livelli maggiori in Sicilia e Sardegna, dove l’esposizione arriva allo 0,6% del Pil. La Regione più esposta è la Toscana, con esportazioni manifatturiere verso l’area pari a 4 miliardi, equivalenti al 2,94% del Pil regionale. Seguono Emilia Romagna (3,4 miliardi, 1,79% del Pil) e Veneto (3,3 miliardi, 1,69%). Anche Lombardia e Friuli Venezia Giulia mostrano un’incidenza rilevante, rispettivamente con 8,2 miliardi (1,67% del Pil) e 725 miliardi (1,61%). Questi differenziali indicano che eventuali shock commerciali legati alla crisi potrebbero avere impatti più concentrati nei distretti manifatturieri del Centro-Nord.Rischi operativi per le filiere e lettura macroeconomica
Il Medio Oriente resta un’area strategica per la proiezione internazionale del Made in Italy, con un valore di export manifatturiero che supera la sola dimensione energetica della crisi. La crescita registrata nel 2025, pur positiva, può aumentare l’esposizione a volatilità della domanda, ritardi logistici e incertezza contrattuale nei mercati più dinamici. Sul piano territoriale, la diversa quota sul Pil regionale suggerisce che gli effetti, se si materializzassero, sarebbero asimmetrici e più sensibili dove l’export verso l’area pesa maggiormente. In questo quadro, la lettura di Confartigianato mette in evidenza la necessità di monitorare sia i mercati in espansione sia quelli in contrazione, per valutare la tenuta delle filiere manifatturiere. La dinamica complessiva resta comunque contenuta a livello nazionale, dato che l’export verso il Medio Oriente incide per l’1,28% sul Pil, ma può risultare significativa per singoli sistemi produttivi regionali.In un nostro precedente aggiornamento abbiamo ricostruito l’aumento dei prezzi di benzina e gasolio legato alle tensioni in Medio Oriente e il monitoraggio avviato dal governo su carburanti, energia e beni essenziali. Avevamo inoltre riportato l’ipotesi di attivare le cosiddette accise mobili, con una compensazione tra maggiore gettito Iva e riduzione delle accise, per attenuare l’impatto dei rincari su famiglie, imprese e filiera dei trasporti.
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