Transizione 5.0, il governo rivendica la domanda, quasi 20mila istanze e 4,25 miliardi di crediti richiesti

Transizione 5.0, il governo rivendica la domanda, quasi 20mila istanze e 4,25 miliardi di crediti richiesti
Transizione 5.0: boom domande

Nel confronto al question time in Senato, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha rivendicato i risultati del piano Transizione 5.0, parlando di un bilancio positivo nonostante le contestazioni delle opposizioni. Secondo quanto riferito in Aula dal ministro, le domande presentate sarebbero state poco meno di 20mila, con una richiesta complessiva di crediti d’imposta pari a 4,25 miliardi di euro.

In evidenza

  • Transizione 5.0 ha raccolto quasi 20mila domande con richieste di crediti d’imposta pari a 4,25 miliardi di euro.
  • Le istanze presentate attiverebbero investimenti per un totale di 9 miliardi di euro secondo il ministro Urso.
  • L’ultima legge di Bilancio ha stanziato ulteriori 1,3 miliardi, ma indirizzati al programma Transizione 4.0 con aliquote più basse.

Numeri delle richieste e investimenti attivati

Urso ha sostenuto, secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, che Transizione 5.0 «non è stato un flop, ma un successo», richiamando i dati sulle istanze presentate dalle imprese. Il ministro ha indicato in poco meno di 20mila il numero delle domande finora depositate per accedere agli incentivi. La richiesta di credito d’imposta, ha aggiunto, ha raggiunto 4,25 miliardi di euro. In base a queste richieste, l’ammontare di investimenti attivati sarebbe pari a 9 miliardi di euro.

Comunicazione alle imprese e correzioni via Manovra

Nel suo intervento, Urso ha riconosciuto che resta «legittimo pensare» che con una comunicazione più corretta alle imprese i risultati avrebbero potuto essere superiori. Ha poi ricordato l’intervento introdotto con l’ultima legge di Bilancio, che ha stanziato ulteriori 1,3 miliardi. Tali risorse, però, sono state indirizzate al programma Transizione 4.0, caratterizzato da aliquote più basse rispetto al 5.0. La revisione, nel racconto del ministro, si inserisce nel quadro di una rimodulazione degli strumenti di incentivo disponibili.

In un nostro precedente aggiornamento abbiamo ricostruito il confronto sul decreto bollette, con emendamenti pensati per ridurre i costi energetici e rivedere regole e controlli sulle concessioni idroelettriche e geotermoelettriche. Avevamo inoltre segnalato proposte su alcune componenti della bolletta e sul rafforzamento dell’offerta interna, evidenziando le possibili ricadute su operatori e investimenti del settore.

Questo materiale può contenere opinioni di terze parti, nessuno dei dati e delle informazioni su questa pagina web costituisce consulenza sugli investimenti secondo il nostro Disclaimer. Sebbene aderiamo a una rigorosa Integrità Editoriale, questo post può contenere riferimenti a prodotti dei nostri partner.