Orim accelera il recupero di materie prime critiche a Macerata con nuovi investimenti industriali
Orim punta a rafforzare a Macerata la propria capacità di recuperare metalli considerati “critical raw materials” dall’Europa, secondo quanto ricostruisce IlSole24Ore.com, facendo leva su un impianto che combina processi termici e idrometallurgici e su un piano di potenziamento avviato dopo l’ingresso del fondo Xenon.
In evidenza
- Nel giugno 2024 Xenon acquisisce il 70% di Orim per 12 milioni, finanziando un nuovo impianto industriale da 10,5 milioni di euro a Macerata.
- Il nuovo impianto include tre forni rotativi (1.450 kg/ora) e otto reattori da 8.000 litri per recuperare metalli critici e riciclare grafite da scarti di batterie al litio (Life Graphirec).
- Il potenziamento porta 35 nuove assunzioni e consente a Orim di ridurre fino al 90% sia i consumi energetici sia le emissioni di CO2 versus estrazione mineraria.
Orim nasce nel 1982 su iniziativa del fondatore Alfredo Mancini, dopo un’esperienza in Montedison e in un contesto normativo in evoluzione sul fronte ambientale e della gestione dei rifiuti, come riporta Il Sole 24 Ore. La società sviluppa i primi studi in collaborazione con l’Università dell’Aquila, che portano a due brevetti, e con la Sapienza di Roma per trattare rifiuti che all’epoca poche aziende al mondo riescono a gestire. La svolta arriva nel giugno 2024 con l’ingresso del fondo Xenon, che con 12 milioni acquisisce il 70% della società. L’operazione fornisce capitale per il potenziamento industriale, con un nuovo impianto di ultima generazione dal valore di 10,5 milioni, di cui 7,1 milioni coperti da un ulteriore intervento del fondo.
Tecnologia per metalli e grafite, e ricadute sul territorio
Il nuovo asset industriale è progettato per recuperare catalizzatori dell’industria chimica e petrolchimica e altre tipologie di rifiuti contenenti metalli. La linea include tre forni rotativi con capacità fino a 1.450 kg/ora di rifiuti e otto reattori da 8.000 litri ciascuno, destinati alla produzione di sali ad alta purezza. L’azienda sottolinea che i metalli trattati rientrano nei cicli produttivi dei clienti, in forma di sali o come metallo singolo in forma solida. Il sito di Macerata è anche un impianto pilota in Europa su scala industriale per il riciclo della grafite da scarti di produzione delle batterie al litio, grazie al finanziamento Ue del progetto Life Graphirec.
Spinta alla filiera circolare e riduzione dell’impatto energetico
L’attività si inserisce nella strategia europea di riduzione della dipendenza da Cina e altri Paesi extra Ue sulle materie prime critiche, tra cui vanadio, rame, argento, platino, stagno, nickel, cobalto e molibdeno. Orim indica utilizzi industriali che vanno oltre la metallurgia, come il reimpiego del vanadio sotto forma di sale per batterie destinate all’automotive elettrico e l’uso di sali di molibdeno in applicazioni agricole. Il potenziamento prevede l’assunzione di 20 nuovi collaboratori, oltre a ulteriori 15 risorse per il supporto commerciale e amministrativo. Sul piano ambientale, l’azienda evidenzia che il recupero da rifiuti può ridurre fino al 90% consumi energetici ed emissioni di CO2 rispetto all’estrazione mineraria.
In un nostro precedente approfondimento abbiamo analizzato il consolidamento delle azioni Tesla e i rischi legati alla catena di approvvigionamento, con particolare attenzione alla disputa con Syrah Resources sulla fornitura di grafite per materiali anodici. Nell’articolo spiegavamo anche la proroga della scadenza al 1° giugno 2026 e i possibili effetti sul sentiment degli investitori, in un contesto di trading range tra 380 e 420 dollari.
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