-0,58% per l'argento mentre le minacce iraniane aumentano l'inflazione globale
Silver (XAG) è scambiato a $78,68, registrando un calo giornaliero dello 0,58%. Il prezzo rimane nettamente al di sotto sia della SMA-20 ($84,86) che della SMA-50 ($84,22), ma è ben al di sopra della SMA-200 ($64,57), evidenziando una persistente pressione di vendita nel breve e medio termine, mentre il trend di lungo periodo mantiene un supporto rialzista. L’Ichimoku Kijun a $87,39 funge da resistenza immediata.
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In evidenza
- L'escalation delle tensioni in Medio Oriente, le minacce iraniane e le rotte petrolifere interrotte hanno spinto i prezzi del greggio oltre i 100 dollari, alimentando l'inflazione globale e la domanda di beni rifugio come l'argento.
- La decisione della Federal Reserve di mantenere i tassi elevati in risposta all’inflazione ha rafforzato il Dollaro U.S., esercitando una pressione al ribasso sulle materie prime denominate in USD come l’argento.
- L'argento scambia al di sotto delle principali medie a breve termine con forti segnali di vendita e un range previsto tra $77,50 e $80,50, rendendo probabili ulteriori ribassi nel breve periodo.
Tensioni geopolitiche e inflazione alimentano i flussi rifugio verso l’argento
L’intensificarsi del conflitto militare in Medio Oriente, comprese le minacce di ritorsione iraniane e la chiusura di rotte marittime strategiche come lo Stretto di Hormuz, ha causato un’impennata dei prezzi del petrolio oltre i $100 al barile, alimentando un’inflazione globale persistente e aumentando la domanda di argento come bene rifugio. Il conseguente contesto inflazionistico ha complicato la posizione di politica monetaria della U.S. Federal Reserve, spingendo i funzionari a mantenere tassi d’interesse elevati e un U.S. Dollar forte, entrambi fattori che esercitano una pressione diretta sui prezzi delle materie prime denominate in USD come l’argento. L’instabilità geopolitica ha inoltre accresciuto le preoccupazioni per interruzioni nelle catene di approvvigionamento energetico, amplificando la volatilità delle materie prime e irrigidendo ulteriormente le condizioni finanziarie globali.
Persistono segnali di ipervenduto mentre la volatilità aumenta il potenziale di rimbalzo
La dinamica di breve termine è negativa, con sia il MACD che l’ADX che generano segnali di vendita. Gli Oscillators come RSI (40,77), CCI (−100,90), BBP (−0,96) e Stoch RSI (Ipervenduto) indicano tutti condizioni di ipervenduto e un dominio continuo dei venditori, mentre l’Awesome Oscillator conferma la prevalenza del bias ribassista. Silver ha aperto con un piccolo gap rialzista a $80,75 rispetto alla chiusura precedente di $79,14, ma è sceso durante la giornata e rimane vicino ai minimi odierni all’interno di un range volatile tra $78,25 e $81,31 dopo l’apertura. I persistenti segnali di ipervenduto tra gli indicatori di momentum suggeriscono che, nonostante la pressione tecnica, la probabilità di un rimbalzo tecnico possa aumentare mentre la volatilità resta elevata.
Rischio di ribasso prevalente mentre la fase di consolidamento si mantiene sopra i minimi recenti
Per i prossimi cinque giorni di contrattazione, si prevede che Silver si muova in una fascia compresa tra $77,50 e $80,50, riflettendo un range di volatilità tipico rispetto ai livelli attuali. La probabilità di un aumento dei prezzi è considerata molto bassa (inferiore al 20%), quindi ulteriori ribassi sono più probabili nel breve termine. Le aspettative di base puntano a una stabilizzazione in un canale laterale appena sopra i minimi recenti, mentre un movimento sopra $80,50 sposterebbe l’attenzione verso resistenze superiori e una discesa sotto $77,50 rafforzerebbe il momentum ribassista e potrebbe portare a ulteriori vendite tecniche.
In precedenza è stato riportato che l’argento è rimasto sotto una persistente pressione di vendita nel breve e medio termine, con il supporto tecnico di lungo periodo ancora intatto nonostante segnali di momentum contrastanti. Il perdurare delle turbolenze geopolitiche, combinato con letture tecniche di ipervenduto e una volatilità elevata, ora amplifica il rischio di ribasso nel breve termine, rendendo una chiusura sostenuta sotto $77,50 il principale segnale per un ulteriore rafforzamento del momentum ribassista.
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