Italia export in calo a inizio 2026

Italia export in calo a inizio 2026
Export Italia in flessione

Secondo quanto riportato nell'articolo, le esportazioni italiane aprono il 2026 con una contrazione già a gennaio, in un contesto che precede il nuovo disordine sui dazi negli U.S., le tensioni in Medio Oriente e la successiva pressione sui costi energetici e sulla logistica globale. Il quadro segnala quindi una debolezza iniziale del made in Italy prima che si manifestino ulteriori fattori di rischio esterni. La flessione coinvolge sia i mercati europei sia quelli extra-Ue, mentre solo pochi comparti mostrano un andamento positivo.

In evidenza

  • Italia registra a gennaio 2026 un calo dell'export del 4,6% su base annua, con farmaceutica e metalli unici settori in crescita.
  • Le esportazioni italiane verso gli U.S. scendono di quasi sette punti, Regno Unito -15% e Giappone -16%, mentre Cina e Svizzera segnano aumenti a doppia cifra.
  • Le importazioni di auto cinesi in Italia crescono dell'89% anno su anno a 253 milioni di euro, raggiungendo una quota record dell'8,2%.

Andamento dell'export per mercati e settori

A gennaio l'export nazionale registra un calo del 4,6%, che diventa del 5,8% in volume. La frenata appare diffusa in Europa, con la Germania in diminuzione del 4,8%, e si estende anche alle destinazioni fuori dall'Unione europea. Sul piano settoriale, soltanto farmaceutica e metalli segnano una crescita, mentre gli altri comparti restano in territorio negativo. Nei mercati extra-Ue il rallentamento è quasi generalizzato. Le vendite italiane scendono di quasi sette punti negli U.S., di 15 punti nel Regno Unito e di 16 in Giappone. Risultano deboli anche Medio Oriente e India, entrambi a meno 10%, mentre Cina e Svizzera rappresentano le sole eccezioni con aumenti a doppia cifra. Il confronto con l'anno precedente mostra inoltre una sostanziale stabilità del saldo commerciale italiano verso gli U.S. A gennaio 2025 l'avanzo era pari a 2,6 miliardi di euro, mentre a gennaio 2026 si colloca a 2,56 miliardi. Questo indica che il deterioramento delle esportazioni non modifica in modo sostanziale il surplus bilaterale con Washington.

Auto cinesi in crescita nel mercato italiano

Mentre l'export rallenta, aumentano con forza le importazioni di automobili dalla Cina. Il dato conferma un ampliamento progressivo della presenza di Pechino nel mercato italiano, non solo nelle immatricolazioni ma anche nel valore complessivo degli acquisti dall'estero. La dinamica suggerisce uno spostamento degli equilibri competitivi in un segmento industriale rilevante per la bilancia commerciale. A fronte di importazioni di vetture per 3,1 miliardi di euro dal resto del mondo, dalla Cina arrivano auto per 253 milioni di euro. Si tratta di un incremento dell'89% rispetto al primo mese del 2025. La quota cinese raggiunge così l'8,2%, il livello più alto finora registrato. Per l'industria italiana il quadro combina quindi due tendenze opposte, esportazioni in avvio d'anno in contrazione e maggiore penetrazione dei prodotti cinesi sul mercato interno. Questo assetto può accrescere la pressione sui settori manifatturieri più esposti alla concorrenza internazionale. Il contesto resta inoltre sensibile a possibili ulteriori shock commerciali ed energetici nei mesi successivi.

In un nostro precedente aggiornamento abbiamo analizzato come il blocco dei transiti nello stretto di Hormuz e la contrazione dei passaggi nel Mar Rosso stessero già incidendo sull’operatività dei porti italiani, soprattutto sull’Adriatico, con tempi di trasporto più lunghi e prime frenate dell’export in comparti come metallurgia, ceramica e cereali. L’articolo evidenziava anche la riorganizzazione delle rotte da parte delle compagnie marittime, che favorisce scali più vicini a Gibilterra, e le richieste del settore di misure di sostegno per contenere l’aumento dei costi legato anche all’Ets.

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