Il ministero dei Trasporti comunica in una nota che la procedura per la nuova concessione cinquantennale dell’Autostrada del Brennero prosegue con il bando avviato il 31 dicembre 2024, ma senza il diritto di prelazione per il promotore. La decisione mantiene in corsa il project financing che vale oltre 9 miliardi di euro di investimenti lungo l’asse autostradale e punta a individuare il nuovo concessionario entro la fine dell’anno. Il dicastero precisa inoltre che il numero dei candidati ammessi alla prima fase garantisce una competizione effettiva nell’interesse pubblico.
In evidenza
- Il ministero delle Infrastrutture conferma l'iter per l'affidamento della A22 senza vantaggi competitive per Autostrada del Brennero Spa, puntando a nominare il nuovo gestore entro fine 2026.
- La sentenza UE del 5 febbraio boccia il diritto di prelazione nei project financing italiani, imponendo una gara più competitiva e allineata alla direttiva 2014/23/Ue.
- L'eliminazione della prelazione nella gara A22 introduce un modello di procedura neutra che può diventare benchmark per future concessioni infrastrutturali in Italia.
Iter della concessione e prossime tappe
La proposta presentata da Autostrada del Brennero Spa resta la base tecnica della procedura, ma non attribuisce più alcun vantaggio competitivo nella fase finale di aggiudicazione. Il ministero esclude quindi il ritiro del bando e conferma la prosecuzione dell’iter amministrativo per affidare la gestione della A22. La documentazione viene inviata al Cipess per l’approvazione preventiva, passaggio necessario prima dell’invito ai soggetti selezionati a formalizzare le offerte.
Dopo questa fase, la commissione esamina le proposte economiche e tecniche e individua l’aggiudicatario della concessione. L’obiettivo indicato dal ministero è chiudere entro la fine del 2026 con il nominativo del nuovo gestore. Per il mercato delle infrastrutture, la scelta riapre il confronto su basi più competitive in una delle tratte autostradali più rilevanti del Nord Italia.
Sentenza Ue cambia le regole del project financing
La decisione del Mit segue la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 5 febbraio, relativa a un contenzioso su una concessione di servizi igienici pubblici a Milano. In quel pronunciamento, la Corte afferma che il diritto di prelazione riconosciuto al promotore nei project financing italiani contrasta con la direttiva 2014/23/Ue sulle concessioni. Secondo i giudici, il meccanismo viola i principi di parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza e concorrenza effettiva.
La Corte rileva inoltre che la prelazione consente al promotore di modificare la propria offerta dopo avere conosciuto quella di un concorrente, alterando il principio di immutabilità dell’offerta. Questo assetto, secondo i giudici europei, scoraggia anche l’ingresso di nuovi operatori perché li pone contro un soggetto con un vantaggio strutturale. L’eliminazione della prelazione nella gara A22 si allinea quindi a un quadro regolatorio europeo più restrittivo.
Impatto su Autobrennero e sul sistema concessorio
La gestione della Modena-Brennero resta da decenni in capo ad Autobrennero, società a controllo pubblico partecipata da regioni, province e altri enti territoriali e camerali. La concessione scade formalmente il 30 aprile 2014, ma viene prorogata più volte in assenza di un nuovo affidamento, creando uno stallo che dura da oltre dieci anni. La nuova accelerazione del ministero punta ora a chiudere una partita rimasta aperta troppo a lungo anche nei rapporti con le istituzioni europee.
Per il settore delle concessioni, il caso A22 rappresenta un passaggio rilevante perché mette alla prova un modello di gara senza corsie preferenziali per il concessionario uscente o per il promotore. Se la procedura si conclude nei tempi indicati, il risultato può diventare un riferimento anche per altre operazioni infrastrutturali soggette a project financing. La competizione aperta fra più operatori, nelle intenzioni del ministero, deve rafforzare il profilo industriale e pubblico del futuro affidamento.
In un nostro precedente approfondimento abbiamo riportato l’analisi di Confcommercio sull’avvio positivo di consumi e PIL, ma con nuovi rischi legati al conflitto in Iran e al possibile rialzo dei costi energetici. L’articolo evidenziava anche lo scenario d’inflazione in accelerazione nel 2026 in caso di protrarsi della crisi e le ricadute sulla domanda interna, oltre a un focus sul calo di Alphabet in un contesto di petrolio in aumento e aspettative di tassi più elevati.
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