Diasorin mantiene i ricavi, utile in calo e dividendo in aumento

Diasorin mantiene i ricavi, utile in calo e dividendo in aumento
Diasorin stabile, dividendo sale

Secondo quanto indicato in una nota della società sui risultati 2025, Diasorin registra ricavi per 1,195 miliardi di euro e un Ebitda adjusted di 394 milioni, in linea con le attese del gruppo, mentre propone un dividendo ordinario di 1,30 euro per azione. La società segnala anche una guidance 2026 di crescita dei ricavi tra il 5% e il 6% a cambi costanti, precisando che le previsioni non includono possibili effetti negativi legati all'attuale conflitto militare in Medio Oriente.

In evidenza

  • Diasorin chiude il 2025 con ricavi in crescita dell'1% a cambi correnti e utile netto in calo del 20%, a 150 milioni di euro.
  • Il gruppo prevede per il 2026 una crescita dei ricavi tra il 5% e il 6% a cambi costanti e margine Ebitda adjusted al 32-33%.
  • Avviata nel quarto trimestre 2025 la riorganizzazione della filiale cinese, con risparmi annui attesi di circa 6 milioni di euro entro fine 2026.

Risultati 2025 e obiettivi per il 2026

Nel 2025 il gruppo chiude l'esercizio con ricavi in aumento dell'1% a cambi correnti e del 4% a cambi costanti rispetto al 2024, con un impatto negativo dei cambi pari a 34 milioni di euro. Escludendo il Covid, la crescita dei ricavi arriva al 5%. L'Ebitda adjusted si attesta a 394 milioni di euro, in aumento del 4% a cambi costanti e stabile a cambi correnti, con un margine del 33% sui ricavi.

L'utile netto scende a 150 milioni di euro, in calo del 20% a cambi correnti. L'utile netto rettificato è pari a 223 milioni, in diminuzione del 6% rispetto al 2024, per effetto di un cambio sfavorevole, maggiori oneri finanziari netti adjusted e imposte più elevate di competenza dell'esercizio. Per il 2026 Diasorin prevede a cambi costanti una crescita dei ricavi tra il 5% e il 6% e un margine Ebitda adjusted compreso tra il 32% e il 33%.

Rischi geopolitici e riorganizzazione in Cina

La società precisa che la guidance non considera i potenziali impatti negativi dell'attuale conflitto militare nell'area del Medio Oriente, che potrebbero riflettersi sulle vendite del gruppo nella regione. La nota esclude anche le possibili ricadute indirette del conflitto, incluse maggiori difficoltà logistiche e distributive verso l'Asia-Pacifico e possibili effetti inflattivi su costi e supply chain legati al contesto geopolitico. Diasorin aggiunge che, allo stato attuale, non è possibile formulare stime più precise e che eventuali aggiornamenti saranno comunicati quando il contesto permetterà una valutazione più accurata.

Nel quarto trimestre del 2025 il gruppo avvia inoltre un progetto di riorganizzazione delle attività operative nella filiale cinese, nell'ambito della strategia di ottimizzazione dei siti produttivi a livello globale. La decisione segue un'analisi di sostenibilità dello stabilimento cinese alla luce delle nuove condizioni macroeconomiche e dell'introduzione della regolamentazione Volume-Based Procurement. L'operazione, con completamento previsto entro la fine del 2026, dovrebbe generare sinergie operative e risparmi annui stimati in circa 6 milioni di euro, con un payback monetario inferiore a un anno.

In un nostro precedente approfondimento abbiamo analizzato come l’avvio del conflitto in Iran abbia introdotto un nuovo fattore di rischio per energia, inflazione e consumi, con possibili effetti di rallentamento sulla crescita del Pil. L’analisi evidenziava inoltre che un prolungarsi delle tensioni e un petrolio stabilmente sopra determinate soglie potrebbero alimentare pressioni sui prezzi e frenare la domanda interna.

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