Una ricerca di Deloitte, richiamata oggi dal vicepresidente di Confagricoltura Giordano Emo Capodilista al Forum della Cucina Italia di Manduria, stima in 251 miliardi di euro il valore della cucina italiana nel mondo e indica un possibile avvicinamento a quota 300 miliardi se si conferma la crescita del 4,5% registrata lo scorso anno. Il dato colloca gli Stati Uniti e la Cina in testa, con circa 80 miliardi di fatturato ciascuno nei ristoranti che si rifanno alla cucina italiana. Secondo Confagricoltura, la sfida resta trasformare questa domanda in maggiore impiego di prodotti autenticamente italiani, con ricadute dirette sull'agricoltura nazionale.
In evidenza
- La ricerca Deloitte stima che il mercato globale della ristorazione italiana possa raggiungere i 300 miliardi di euro mantenendo i ritmi di crescita del 2023.
- Stati Uniti e Cina guidano i mercati con circa 80 miliardi di euro di fatturato ciascuno, ma una quota rilevante non deriva da prodotti italiani autentici.
- Il governo italiano punta a valorizzare qualità e prezzo dei prodotti originali tramite la promozione di Dop e Igp, rafforzando export e consumi interni.
Ricerca Deloitte e potenziale di crescita
La stima presentata a Manduria descrive un mercato internazionale già ampio per la ristorazione legata alla cucina italiana. Capodilista afferma che il valore può crescere rapidamente fino a 300 miliardi di euro, a condizione che il ritmo di espansione rilevato lo scorso anno venga mantenuto. Lo studio, aggiunge, misura soprattutto il giro d'affari generato dai ristoranti ispirati alla tradizione italiana e mette in evidenza margini di sviluppo ancora significativi.Un ulteriore fattore di sostegno arriva dal recente riconoscimento della cucina italiana come patrimonio immateriale Unesco, che secondo quanto emerso al forum può rafforzarne l'attrattività commerciale. La ricerca di Deloitte, nelle parole del vicepresidente di Confagricoltura, aiuta a quantificare anche gli effetti potenziali di questo riconoscimento in termini di fatturato. Il focus resta quindi sull'espansione della presenza economica italiana nei mercati esteri.
Stati Uniti, Cina e nodo italian sounding
Tra i mercati principali, Stati Uniti e Cina risultano appaiati al vertice con circa 80 miliardi di fatturato ciascuno. Capodilista osserva che non tutto questo valore viene però generato con prodotti italiani, elemento che limita l'impatto economico diretto per le filiere nazionali. Per l'organizzazione agricola, l'obiettivo è aumentare la quota di ingredienti e prodotti Made in Italy all'interno di questo circuito internazionale.Sul potenziale del comparto continua a pesare il fenomeno dell'italian sounding, cioè la diffusione di imitazioni dei prodotti italiani. Capodilista invita comunque a non drammatizzare e considera la domanda globale per la cucina italiana una base solida da cui partire. Il problema, in questa lettura, non è l'assenza di mercato ma la capacità di convertire tale mercato in acquisti di produzioni originali italiane.
La strategia del governo sui prodotti originali
Il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida sostiene che i prodotti italian sounding beneficiano in media di prezzi più convenienti rispetto agli originali. Per il ministro, il lavoro da fare riguarda soprattutto la spiegazione ai consumatori del differenziale di prezzo, legato al rispetto di regole ambientali e del lavoro, oltre che a standard qualitativi superiori. La linea indicata dal governo è quindi quella di valorizzare il prezzo come espressione di qualità e conformità produttiva.Lollobrigida afferma inoltre che la promozione della qualità italiana prosegue sia sui mercati esteri sia sul mercato interno. Tra le leve citate rientra il rilancio dei prodotti Dop e Igp anche nelle mense scolastiche, con una funzione educativa rivolta ai più giovani. La strategia punta così a sostenere insieme export, reputazione del Made in Italy e domanda domestica di prodotti certificati.
In un nostro precedente articolo abbiamo riferito del tavolo del Latte al Masaf, che ha portato produttori e industria casearia a individuare una nuova base d’accordo per il rinnovo dell’intesa di filiera. Il confronto, sostenuto da incontri istituzionali con il ministro Francesco Lollobrigida, è stato inquadrato come un passaggio volto a dare continuità ai rapporti tra allevatori e trasformatori e a rafforzare la stabilità del comparto lattiero-caseario.
Ultime notizie su Government
- Forex
- Crypto