Trasporti Italia, i gruppi del Golfo puntano su partnership logistiche

Trasporti Italia, i gruppi del Golfo puntano su partnership logistiche
Golfo investe nella logistica

Nel settore italiano di trasporti e logistica la presenza degli Stati del Golfo entra in una fase più prudente e operativa, secondo quanto ricostruisce Il Sole 24 Ore. Dopo i tentativi falliti di costruire hub aerei attraverso partecipazioni in compagnie italiane, l'interesse si sposta verso joint venture, quote di minoranza e accordi industriali legati a porti, aeroporti e movimentazione merci.

In evidenza

  • Nel 2025 Jetex firma un memorandum d'intesa con F2i per lo sviluppo dei servizi di aviazione privata e Dp World avvia una joint venture con Arcese Trasporti nella logistica componenti auto.
  • I capitali del Golfo abbandonano investimenti diretti nel trasporto aereo passeggeri italiano dopo le esperienze fallite con Etihad-Alitalia (2014-2017) e Qatar Airways-Air Italy (2017-2020).
  • La strategia si sposta verso partnership industriali in porti, aeroporti secondari, logistica automotive e smart mobility, puntando a integrare infrastrutture italiane nei flussi commerciali europei.

Dalle acquisizioni aeree agli accordi industriali

Il cambio di approccio arriva dopo una prima stagione segnata da maxi acquisizioni e successivo disimpegno. Il testo indica come snodo decisivo le difficoltà strutturali del mercato italiano, che rendono più complesso trasformare il Paese in una piattaforma europea sul modello ricercato dagli investitori del Golfo. In questo quadro, la preferenza va a asset di tipo gateway, cioè infrastrutture capaci di intercettare traffici su larga scala.

Tra i principali precedenti c'è l'ingresso di Etihad Airways in Alitalia nel 2014 con una quota del 49%, operazione pensata per il rilancio della compagnia e per il rafforzamento di Fiumicino come hub italiano del vettore. L'esperienza si chiude dopo tre anni senza raggiungere l'obiettivo. Anche il progetto Air Italy, nato dall'ingresso di Qatar Airways nel capitale di Meridiana nel periodo 2017-2020, si conclude senza continuità con la liquidazione del vettore nel 2020.

Accordi 2025 su porti, aeroporti e merci

La fase successiva privilegia intese meno esposte e più focalizzate sulla logistica industriale, sul cargo e sulla gestione di terminal portuali. Questo orientamento si inserisce anche nelle intese miliardarie firmate negli ultimi anni tra l'Italia e governi del Golfo, compreso l'accordo di inizio 2025 con l'Arabia Saudita sulla smart mobility. La cornice di cooperazione riguarda tecnologie avanzate per trasporti, mobilità urbana, ferrovie, porti, aeroporti e hub logistici.

Tra le operazioni citate figura quella di Jetex, società emiratina attiva nei servizi aeroportuali per clientela d'affari e leisure, che nel 2025 firma un memorandum d'intesa con F2i per sviluppare i servizi di aviazione privata. Nello stesso anno Dp World, attraverso Dp World Logistics Europe, avvia una joint venture con Arcese Trasporti per attività nella logistica dei componenti auto. I casi segnalano una strategia che riduce il rischio operativo diretto e punta a collaborazioni con gruppi italiani o globali.

Impatto sul mercato italiano dei trasporti

La nuova impostazione può ampliare la presenza dei capitali del Golfo in segmenti dove la domanda è legata ai flussi commerciali e alla modernizzazione delle infrastrutture. Per l'Italia questo significa attrarre investimenti su aree considerate più compatibili con la struttura del mercato nazionale, rispetto ai grandi rilanci nel trasporto aereo passeggeri. Il focus su partnership e joint venture indica anche una maggiore attenzione alla redditività operativa e all'integrazione con reti logistiche internazionali.

Nel complesso, il settore si muove da operazioni ad alta visibilità mediatica verso accordi più selettivi e industriali. Porti, aeroporti secondari, aviazione privata e logistica automotive emergono come ambiti concreti di collaborazione. La traiettoria suggerisce che i gruppi del Golfo vedono nell'Italia soprattutto un punto di accesso ai traffici europei, più che un hub proprietario da costruire ex novo.

In un nostro precedente articolo abbiamo analizzato la carenza di personale nella logistica e nei trasporti in Veneto, con difficoltà di copertura di una quota rilevante delle posizioni previste per il 2025. Abbiamo anche evidenziato il ruolo dei percorsi post diploma e della collaborazione tra imprese e academy (come l’ITS Marco Polo Academy) per ridurre il mismatch di competenze e sostenere l’operatività del comparto.

Questo materiale può contenere opinioni di terze parti, nessuno dei dati e delle informazioni su questa pagina web costituisce consulenza sugli investimenti secondo il nostro Disclaimer. Sebbene aderiamo a una rigorosa Integrità Editoriale, questo post può contenere riferimenti a prodotti dei nostri partner.