STMicroelectronics amplia il piano di Catania per chip di potenza e nuovi mercati
Secondo quanto illustrato da STMicroelectronics in un incontro tenuto ieri all'assessorato regionale alle Attività produttive della Sicilia, il polo di Catania resta centrale nel piano industriale 2024-2034 del gruppo e amplia il proprio perimetro oltre l'auto elettrica, verso energia, data center, intelligenza artificiale, robotica e spazio. L'aggiornamento, presentato da Fabio Gualandris ai rappresentanti istituzionali e sindacali, lega lo sviluppo del sito ai nuovi driver della domanda globale e a fattori come concorrenza cinese, dazi U.S. e trasformazione del mercato automotive. Il progetto mantiene una forte componente di ricerca, sviluppo prodotto e produzione nelle tecnologie di potenza e wide band-gap.
In evidenza
- STMicroelectronics annuncia un piano industriale 2025-2032 per Catania con investimento totale di 5,8 miliardi di euro e capacità fino a 15.000 wafer settimanali su carburo di silicio da 200mm.
- Il completamento della Fase 1—raggiungimento di 5.000 wafer a settimana (+206%) entro fine 2028—richiede la firma del contratto idrico con Sidra entro giugno per proseguire gli investimenti.
- Il polo di Catania amplia il focus dall'auto elettrica a energia, cloud, AI e spazio, puntando a diversificare i mercati e rafforzare la presenza europea nei semiconduttori avanzati.
Piano industriale 2025-2032 e tappe produttive
Il primo asse del progetto riguarda l'investimento sul carburo di silicio da 200 millimetri, già inserito nella decisione della Commissione Europea del maggio 2024. Per il periodo 2025-2032, il piano indica una capacità fino a 15.000 fette a settimana su wafer da 8 pollici, con un investimento complessivo di 5,1 miliardi di euro. Di questa somma, 2 miliardi arrivano come contributi a fondo perduto, di cui 1,7 miliardi dal governo centrale e 300 milioni dalla Regione Siciliana.
Il quadro finanziario totale del polo etneo sale a 5,8 miliardi di euro, includendo anche 700 milioni destinati ai substrati. Finora risultano già investiti 1,4 miliardi, mentre 1,7 miliardi servono a completare la Fase 1, che porta la capacità da zero a 5.000 fette settimanali. Altri 2,7 miliardi restano associati alle Fasi 2 e 3, che puntano ad arrivare a 15.000 fette, ma dipendono dall'effettiva crescita della domanda nei nuovi segmenti di mercato.
Al momento l'azienda si concentra sulla prima fase operativa. Il traguardo intermedio di 2.000 fette a settimana è atteso nel secondo trimestre del 2027, mentre il raggiungimento di 5.000 fette è previsto entro il quarto trimestre del 2028. In base al piano, questo passaggio implica un aumento della capacità del 206%.
Occupazione e vincolo della fornitura idrica a Catania
La società indica anche un impatto rilevante sul lavoro qualificato. La decisione europea stima tra 2.000 e 3.100 nuovi posti altamente specializzati, mentre il sito è già passato da 4.481 addetti nel 2020 a 5.469 nel 2025. Le proiezioni del piano prevedono poi una nuova fase di crescita dal 2030, con una forza lavoro compresa tra 7.500 e 8.500 unità entro il 2034.
La prosecuzione degli investimenti resta però subordinata a una condizione operativa precisa, la firma entro giugno del contratto di fornitura idrica con Sidra. STMicroelectronics ha chiarito che, senza questo accordo, il piano non può andare avanti secondo la tabella indicata. Il nodo infrastrutturale diventa quindi decisivo per sostenere l'espansione industriale del sito e la sua diversificazione verso settori meno esposti al solo ciclo dell'auto.
Sul piano locale, i sindacati Fiom Cgil e Cgil di Catania esprimono soddisfazione per le conferme su investimenti, produzione e occupazione. Allo stesso tempo, sollecitano il Comune a chiudere rapidamente la partita con Sidra, sostenendo che i tempi siano ormai esauriti. Per il territorio, l'esito di questo passaggio incide sia sulla tenuta del programma industriale sia sul posizionamento di Catania nelle filiere europee dei semiconduttori avanzati.
Nuovi sbocchi per energia, AI e spazio
L'aggiornamento presentato dal gruppo mostra un allargamento strategico del ruolo del polo siciliano. Catania non è più descritta solo come una base produttiva legata all'auto elettrica, ma come un nodo destinato a servire anche energia, cloud, potenza di calcolo, industria avanzata, robotica e applicazioni spaziali. Questa impostazione riflette l'adattamento del gruppo a una domanda più distribuita e a mercati con traiettorie di crescita differenti.
Nel quadro delineato dall'azienda, il sito etneo mantiene una funzione mondiale nelle tecnologie di potenza e wide band-gap, con attività che coprono produzione, ricerca tecnologica, sviluppo prodotti, affidabilità, laboratori applicativi, marketing e pianificazione. L'obiettivo industriale è costruire una seconda gamba per il polo, riducendo la dipendenza da un solo segmento finale. In questa chiave, il progetto di Catania assume valore non solo manifatturiero, ma anche strategico per la transizione industriale di STMicroelectronics in Europa.
In un nostro precedente articolo abbiamo raccontato la firma dell’Accordo di Sviluppo per sostenere il programma industriale di Silicon Box a Novara, un progetto da 3,2 miliardi di euro ancora in istruttoria e con un supporto pubblico previsto fino a 1,3 miliardi. L’iniziativa punta a realizzare un impianto focalizzato su back-end, packaging e testing, con l’obiettivo di rafforzare la filiera europea dei semiconduttori in segmenti ad alto valore aggiunto. Nel contesto attuale, l’aggiornamento su Catania si inserisce nella stessa traiettoria di potenziamento della capacità produttiva e della competitività industriale del settore in Italia.
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