Healtion punta su acquisizioni e crescita nell'healthy food
Healtion presenta al Sole 24 Ore un piano di sviluppo che prevede 100 milioni di euro di investimenti, mentre il nuovo gruppo alimentare italiano nasce come evoluzione del percorso avviato dopo il passaggio di controllo di Probios al fondo Agreen Capital nel 2023. La società opera nel segmento del cibo salutare e dichiara di voler rafforzare la propria presenza sia attraverso crescita organica sia tramite nuove operazioni straordinarie. Il progetto si inserisce in un contesto di maggiore attenzione dei consumatori verso prodotti funzionali, free from e plant based.
In evidenza
- Healtion ha incrementato il fatturato da circa 30 milioni a 120 milioni dal 2023, registrando una crescita del 9,4% nel 2024 e una marginalità in doppia cifra.
- Nel 2024 Healtion ha acquisito i marchi Baule Volante, Fior di Loto, ViviBio, Zer%, La Finestra sul Cielo e la maggioranza di Bms, oltre al 30% di Vegeatal.
- Healtion prevede ulteriore espansione internazionale nell'area Dach tramite acquisizioni di brand locali, puntando su prodotti proteici e a basso contenuto di zucchero.
Piano industriale e aggregazione del portafoglio
Secondo quanto anticipato al Sole 24 Ore, Healtion si posiziona come gruppo del made in Italy agroalimentare focalizzato sulla nutrizione salutistica, con un orientamento che amplia il tradizionale presidio del biologico. Andrea Rossi, presidente di Healtion e managing partner di Agreen Capital, afferma che dal 2023 il gruppo passa da circa 30 milioni a 120 milioni di fatturato, con una crescita del 9,4% sul 2024 e una marginalità ampiamente in doppia cifra. La strategia combina espansione interna e acquisizioni, con l'obiettivo di costruire una piattaforma più ampia nell'healthy food.
Nel 2024 il gruppo completa l'acquisizione dei marchi Baule Volante, Fior di Loto, ViviBio, Zer% e La Finestra sul Cielo. A queste operazioni si aggiungono la maggioranza della umbra Bms, attiva in legumi, semi, cereali per la colazione e farine gluten free, e il 30% di Vegeatal, specializzata in prodotti plant based alternativi a carne e formaggi. Healtion rafforza inoltre la partecipazione ne Il Nutrimento, società concentrata su sughi, conserve e salse biologiche.
Rossi spiega che le integrazioni riguardano approvvigionamento, logistica, rete distributiva, canali di vendita e marketing. Il gruppo segnala anche un'accelerazione sul fronte dell'innovazione, con sinergie che possono essere estese alle diverse società in portafoglio. Il nuovo marchio, più che segnare una rottura, rappresenta quindi la formalizzazione di una struttura industriale già in consolidamento.
Espansione nell'area Dach e trend della domanda
Tra le prossime direttrici di crescita, Healtion osserva il mercato italiano ma soprattutto l'area Dach, che comprende Germania, Austria e Svizzera. Il gruppo valuta l'integrazione di brand locali per entrare più rapidamente nei rispettivi mercati e accelerare la distribuzione. Questa impostazione suggerisce una strategia di internazionalizzazione costruita su acquisizioni mirate e presenza commerciale diretta.
Dal lato dell'offerta, Rossi individua tra i segmenti più interessanti i prodotti senza zucchero o a basso contenuto di zucchero, insieme alla categoria proteica. Il manager segnala inoltre una crescita globale della colazione healthy, ambito in cui il gruppo dichiara di essere già fortemente presente. Secondo questa lettura, il cambiamento delle abitudini alimentari allarga la domanda oltre le nicchie tradizionali del biologico e del senza glutine.
L'evoluzione verso categorie come senza grassi, senza alcol e prodotti ad alto contenuto proteico amplia infatti la platea potenziale dei consumatori. Per il comparto agroalimentare italiano, la nascita di Healtion evidenzia come il segmento salutistico stia diventando un'area di consolidamento industriale e non solo di specializzazione di mercato. Ciò può sostenere nuovi investimenti, maggiore innovazione di prodotto e una più forte proiezione estera del made in Italy alimentare.
In una nostra precedente analisi abbiamo riportato i dati sul cosiddetto nuovo Made in Italy, che nel 2024 ha portato l’Italia al vertice mondiale per saldo commerciale con un surplus di 62 miliardi di euro. Il report evidenziava il contributo centrale di farmaceutica, alimentare e nautica, sottolineando come la diversificazione dei comparti sostenga la tenuta dell’export nonostante i freni legati a energia e automotive.
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