Cdp registra utile record e impegna oltre 29 miliardi nel 2025

Cdp registra utile record e impegna oltre 29 miliardi nel 2025
Cdp: utile record 2025

Secondo i risultati di bilancio 2025 illustrati da Cassa Depositi e Prestiti, il gruppo chiude l'esercizio con 3,4 miliardi di euro di utile netto, risorse impegnate per oltre 29 miliardi e investimenti sostenuti pari a 73,6 miliardi. Il risultato segna, nelle parole dell'amministratore delegato Dario Scannapieco, il livello di utile più alto nella storia dell'istituzione. Il quadro arriva nel primo anno del piano strategico 2025-2027, mentre il management indica uno scenario internazionale ancora incerto per inflazione ed energia.

In evidenza

  • Nel 2025 Cdp registra crediti totali verso imprese e PA pari a 127 miliardi di euro (+1%) e una raccolta complessiva di 355 miliardi (+3%).
  • L'utile consolidato scende a 5,5 miliardi di euro (-500 milioni anno su anno) ma il dividendo proposto sale a 2,2 miliardi, di cui 1,82 miliardi destinati al MEF.
  • Il management segnala investimenti anticiclici su rinnovabili, reti e capitale, mentre accelera sull’equity e considera strategica la presenza in Nexi.

Bilancio 2025, raccolta e crediti in crescita

Nel 2025 il totale dei crediti in essere verso imprese, pubblica amministrazione, infrastrutture e cooperazione internazionale arriva a 127 miliardi di euro, in aumento dell'1% rispetto all'esercizio precedente. La raccolta complessiva si attesta a 355 miliardi, di cui 297 miliardi riferiti al risparmio postale, in rialzo del 3% rispetto a fine 2024. Cresce anche la raccolta obbligazionaria, che raggiunge 24 miliardi di euro, con un incremento del 20%, sostenuta anche dal collocamento del terzo yankee bond in dollari, che registra una domanda pari a quasi 13 volte l'offerta.

Il patrimonio netto sale a 32 miliardi di euro, con un aumento del 6% su base annua. Sul fronte consolidato, l'utile si attesta a 5,5 miliardi di euro, in calo di 500 milioni rispetto all'anno precedente, anche per effetto della svalutazione effettuata su Nexi. Il dividendo proposto ammonta a 2,2 miliardi di euro, di cui 1,82 miliardi destinati al Ministero dell'Economia e delle Finanze e 380 milioni alle fondazioni bancarie.

Piano strategico e impatto sull'economia italiana

Il gruppo inquadra i risultati nel primo anno del piano strategico 2025-2027, costruito attorno a quattro priorità: competitività del Paese, coesione sociale e territoriale, sicurezza economica e transizione equa. Secondo il presidente Giovanni Gorno Tempini, questi numeri confermano il ruolo di Cdp come investitore istituzionale di lungo periodo. L'azione del gruppo genera un contributo pari all'1,6% del Pil nazionale e si traduce in 500mila posti di lavoro creati o mantenuti.

Per il sistema economico italiano, i dati segnalano una capacità di intervento ancora ampia su infrastrutture, imprese e finanza di sviluppo. L'espansione della raccolta e la tenuta patrimoniale rafforzano la possibilità di sostenere investimenti in una fase caratterizzata da volatilità geopolitica e fabbisogni elevati di capitale. In questo quadro, l'accelerazione nell'equity viene indicata dal management come uno dei fronti più rilevanti del periodo.

Energia, dossier aperti e operazioni strategiche

Scannapieco afferma che la guerra in Medio Oriente pone nuove sfide e rende difficile formulare previsioni sulla durata della crisi, ma sottolinea che gli effetti sull'inflazione sono attesi. Per contenere eventuali pressioni sugli approvvigionamenti energetici, il gruppo indica alcune direttrici di investimento: sviluppo delle rinnovabili, efficienza energetica, interconnessioni con altri Paesi e modernizzazione delle reti. Il riferimento è a interventi anticiclici simili a quelli adottati per i rigassificatori all'inizio del conflitto russo-ucraino.

Sui dossier societari più attuali, l'amministratore delegato richiama il rispetto delle prerogative previste negli accordi relativi a Borsa Italiana, in vista della sostituzione dell'amministratore delegato in scadenza. Riguardo all'Opas di Poste su Tim, definisce l'operazione una buona iniziativa industriale. Su Nexi ribadisce la valenza strategica dell'asset per il Paese, mentre esclude, allo stato attuale, un dossier aperto per un ingresso del gruppo in Ferrovie dello Stato.

In precedenza, nella nostra pubblicazione abbiamo raccontato il piano triennale 2026-2028 presentato da Iccrea ai sindacati, basato su un utile netto 2025 di 1,9 miliardi e su riserve a supporto della crescita. L’articolo evidenziava investimenti per 340 milioni in tecnologia e intelligenza artificiale, nuovi finanziamenti per 52 miliardi e un ricambio generazionale con 2.500 assunzioni e 1.800 uscite, sullo sfondo del confronto sul rinnovo del contratto collettivo e delle tutele.

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