Autotrasporto e bus turistici in allarme per il caro gasolio in Italia

Autotrasporto e bus turistici in allarme per il caro gasolio in Italia
Caro gasolio, trasporti in crisi

Secondo quanto emerge dagli interventi annunciati dalle associazioni di categoria, il rincaro del gasolio sta spingendo trasporto merci e noleggio di bus turistici verso una soglia di sostenibilità sempre più critica in Italia. A Milano oggi si tiene un’assemblea straordinaria della sezione provinciale della Fai, convocata mentre la crisi internazionale continua a riflettersi sui costi operativi delle imprese. Le organizzazioni avvertono che, senza misure governative rapide e strutturali, molte aziende non riescono più a coprire i costi vivi d’esercizio.

In evidenza

  • La Federazione autotrasportatori italiani segnala aumenti record del gasolio fino a 40 centesimi al litro, compromettendo la sostenibilità delle aziende e indicando rischi concreti di sospensione dei servizi.
  • Il presidente ANBT, Riccardo Verona, denuncia prezzi del gasolio sopra due euro al litro e domanda misure immediate per evitare il collasso delle attività di bus turistici e trasporto persone.
  • Il prezzo medio del gasolio in Italia ha raggiunto 2,154 euro al litro (2,187 euro in autostrada), in netto aumento rispetto a 1,665 euro al litro di gennaio, erodendo la redditività dell'intera filiera logistica e turistica.

Assemblea a Milano e pressione sui margini

La Federazione autotrasportatori italiani segnala che per le aziende del trasporto merci l’aumento del carburante raggiunge livelli senza precedenti. In base ai primi contatti con le imprese associate, riferiti dal segretario Fai Milano Emmanuele Florio, per gli operatori che hanno investito in sicurezza e sostenibilità ambientale il rincaro arriva fino a 40 centesimi al litro. L’associazione ritiene che la sospensione dei servizi non sia più un’ipotesi remota, ma un rischio concreto legato all’impossibilità di assorbire i maggiori costi.

Il nodo principale riguarda la tenuta economica quotidiana delle aziende, già esposte agli effetti della crisi internazionale. Il carburante rappresenta una voce centrale nei bilanci del settore e comprime ulteriormente margini già limitati. In questo quadro, la richiesta rivolta al governo è quella di interventi immediati e strutturali per evitare un blocco dell’operatività.

Bus turistici, costi oltre la soglia di sostenibilità

Anche le imprese del noleggio di bus turistici descrivono una situazione ormai fuori controllo. Il presidente dell’Associazione nazionale bus turistici italiani, Riccardo Verona, afferma che il comparto ha superato ogni livello di sostenibilità e chiede un’azione comune tra turismo e autotrasporto, sia merci sia persone. Secondo Verona, il peggioramento continuo dei prezzi del carburante rischia di trasformare la crisi in una condizione irreversibile per molte imprese.

Il peso del diesel sui conti è rilevante anche per effetto dei consumi dei mezzi, indicati tra 25 e 35 litri ogni 100 chilometri a pieno carico in autostrada. Con il gasolio stabilmente sopra i due euro al litro, il costo operativo per tratta aumenta in modo diretto e riduce la possibilità di mantenere servizi e programmazione. L’appello delle associazioni punta quindi a misure urgenti per evitare, secondo il settore, un collasso delle attività legate a mobilità e turismo.

Prezzi elevati e impatto sull’intero comparto

Verona richiama inoltre i dati diffusi dal Codacons, che indicano per ieri un prezzo medio del gasolio in Italia, comprese le province di Trento e Bolzano, pari a 2,154 euro al litro. La variazione giornaliera resta minima, con un calo di appena 7 millesimi, mentre in autostrada il diesel si attesta a 2,187 euro al litro. Il confronto con gennaio, quando il prezzo medio mensile era di 1,665 euro al litro, mostra l’intensità dell’aumento registrato dal settore.

L’effetto economico si estende oltre le singole imprese e coinvolge la filiera della logistica e dei servizi turistici. Se i rincari persistono, le aziende possono scaricare solo in parte i maggiori costi sui clienti, con un ulteriore deterioramento della redditività. Per questo le associazioni insistono su una risposta coordinata, sostenendo che la crisi colpisce trasversalmente l’intero comparto dei trasporti.

In precedenza abbiamo riportato il calo del greggio WTI dopo il fallimento dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, con i prezzi scesi sotto aree tecniche chiave e proiettati verso supporti più bassi. Nel nostro articolo evidenziavamo anche che eventuali rimbalzi potevano restare limitati dalle aspettative di nuovi negoziati, mantenendo pressione sulle quotazioni.

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