Italia approva riforma delle sanzioni per il comparto agroalimentare

Italia approva riforma delle sanzioni per il comparto agroalimentare
Nuove regole agroalimentari

Secondo il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, il Parlamento italiano approva in via definitiva il disegno di legge sulla tutela agroalimentare, un intervento che riordina il sistema sanzionatorio per rafforzare trasparenza, tracciabilità e concorrenza leale nella filiera. Il provvedimento, presentato dal ministro Francesco Lollobrigida come parte della strategia di difesa del Made in Italy, punta anche a dare alle autorità di controllo strumenti più efficaci contro frodi e contraffazioni. Alla Camera il testo passa in seconda lettura con 154 voti favorevoli, un voto contrario e 110 astensioni.

In evidenza

  • Italia approva una riforma che introduce nuovi reati penali come frode alimentare e agropirateria, con pene maggiorate fino a un terzo in base alla gravità.
  • La protezione delle indicazioni geografiche e DOP viene rafforzata: pene fino a quattro anni e multe fino a 50.000 euro, su un mercato da 20,7 miliardi di euro.
  • Le sanzioni per uso improprio del termine ''latte'' su prodotti vegetali variano da 4.000 a 32.000 euro o fino al 3% del fatturato, tetto massimo 100.000 euro.

Nuove regole penali e controlli di filiera

La legge introduce nel Codice penale nuovi meccanismi di deterrenza per colpire le violazioni nel settore alimentare. Entrano i reati di frode alimentare e di commercio di alimenti con segni mendaci, con pene detentive differenziate in base alla condotta contestata. Vengono inoltre previste l'aggravante di agropirateria, quella legata alla quantità e quella riferita alla falsa qualificazione biologica, con aumento delle pene fino a un terzo.

Il testo rafforza anche la protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine protetta, un segmento che il comunicato collega a un giro d'affari di 20,7 miliardi di euro nel 2024, di cui 12,3 miliardi realizzati all'estero secondo il rapporto Ismea-Qualivita. Per la contraffazione delle indicazioni geografiche, la pena sale fino a quattro anni di reclusione e le multe arrivano fino a 50.000 euro. La normativa introduce inoltre la confisca obbligatoria dei beni collegati ai reati e prevede la distribuzione dei prodotti sequestrati ma commestibili a enti territoriali o caritatevoli.

Tra le novità operative, viene istituita formalmente la Cabina di regia per i controlli amministrativi, presieduta dal ministro del MASAF con la partecipazione delle istituzioni competenti. L'obiettivo dichiarato è rendere più efficaci le ispezioni, migliorare il tracciamento degli alimenti ed evitare sovrapposizioni tra le attività delle forze dell'ordine. Il provvedimento prevede inoltre sanzioni amministrative graduate in base alla gravità delle violazioni e parametrate al fatturato delle imprese coinvolte.

Impatto su latte, filiera bufalina e pesca

Una parte della riforma riguarda l'uso improprio del termine latte per prodotti vegetali, che viene vietato se non accompagnato dalla denominazione corretta. Le sanzioni previste vanno da 4.000 a 32.000 euro oppure fino al 3% del fatturato dell'azienda, con un tetto massimo di 100.000 euro. La misura mira a ridurre il rischio di confusione per il consumatore e a rafforzare la correttezza delle informazioni commerciali.

Per la filiera bufalina viene istituita una piattaforma informatica nazionale per tracciare i movimenti del latte bufalino e dei derivati. Il piano straordinario nazionale prevede controlli a campione su mungitura, trasporto, trasformazione e commercializzazione, oltre all'uso di prove di laboratorio per verificare l'origine geografica del latte e dei prodotti trasformati. In questo ambito le sanzioni vanno da 6.000 a 48.000 euro oppure fino al 3% del fatturato, con un massimo di 150.000 euro.

Il provvedimento interviene anche sulla pesca, con una revisione organica del sistema sanzionatorio esistente. Il riordino delle norme punta a rendere le sanzioni più efficaci e proporzionate, collegandole alla quantità del pescato e alla gravità dell'impatto ambientale causato. Per il comparto agroalimentare e ittico italiano, la riforma amplia così il perimetro dei controlli e aumenta il costo potenziale delle violazioni per le imprese non conformi.

In precedenza abbiamo riportato l’allarme delle associazioni di categoria sul caro gasolio, che sta mettendo sotto pressione autotrasporto merci e noleggio di bus turistici in Italia. Nel nostro articolo venivano evidenziati aumenti fino a 40 centesimi al litro e un prezzo medio del diesel oltre i 2 euro, con il rischio di sospensione dei servizi e richieste di interventi governativi urgenti per sostenere la tenuta del comparto.

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