Ue mantiene soglie sul riso a dazio zero, filiera italiana stima un impatto da 4 miliardi
Il settore risicolo italiano esce sconfitto dall'approvazione definitiva del regolamento europeo sulle agevolazioni tariffarie ai Paesi meno avanzati per i prossimi dieci anni. La decisione lascia invariata la soglia che fa scattare la salvaguardia sulle importazioni di riso e, secondo la filiera, consente l'ingresso a dazio zero di volumi ben superiori a quelli ritenuti sostenibili.
In evidenza
- Il Parlamento europeo conferma la soglia per il ripristino dei dazi sul riso a un +45% rispetto alla media decennale, mantenendo l'accesso a dazio zero per circa 562mila tonnellate annue.
- Secondo Copa-Cogeca, la clausola mette a rischio 100mila ettari di riso Indica in Europa e può costare 4 miliardi all'industria europea, contro soli 18 milioni di benefici per i Paesi esportatori.
- Le importazioni di riso dalla Cambogia e dal Myanmar, per un totale di 562mila tonnellate, superano di oltre il doppio i volumi di dieci anni fa, rendendo difficile la reintroduzione automatica del dazio di 175 euro a tonnellata.
Soglie confermate nel nuovo quadro Ue
Come riportato da Il Sole 24 Ore, il Parlamento europeo approva in via definitiva il regolamento sul sistema di preferenze generalizzate senza modificare la clausola di salvaguardia sul riso. La norma prevede il ripristino dei dazi solo se l'import supera del 45% la media, già elevata, degli ultimi dieci anni.Secondo i calcoli delle organizzazioni della filiera, questo meccanismo consente oltre 562mila tonnellate annue di importazioni a dazio zero, contro una soglia di circa 200mila tonnellate considerata sostenibile per il mercato. Non va a buon fine nemmeno l'emendamento presentato in extremis dall'eurodeputato Carlo Fidanza, che punta a ridurre al 20% l'aumento della soglia necessario per attivare la protezione.
Per il direttore di Airi Pietro Milani, il nuovo regolamento introduce dal 2027 una salvaguardia automatica che si attiva a circa 313mila tonnellate dalla Cambogia e 249mila tonnellate dal Myanmar, per un totale di circa 562mila tonnellate. Milani definisce il risultato lontano dalle richieste della filiera, che durante i negoziati sollecita una reintroduzione automatica dei dazi a una soglia più vicina a 200mila tonnellate.
Impatto su produzione europea e industria italiana
Secondo Copa-Cogeca, la conferma della cosiddetta clausola fantasma mette a rischio 100mila ettari di riso Indica in Europa e comporta un costo stimato di 4 miliardi, a fronte di un beneficio valutato in appena 18 milioni per i produttori dei Paesi beneficiari. Tra questi figurano Cambogia e Myanmar, che superano insieme le 500mila tonnellate esportate verso la Ue, più del doppio rispetto a dieci anni prima.Le importazioni europee complessive raggiungono 1,6 milioni di tonnellate su un consumo di 2,6 milioni, con una quota crescente di riso già lavorato e confezionato venduto a prezzi che la filiera considera insostenibili per gli standard europei. Per il comparto italiano, che rappresenta oltre il 50% della produzione dei pochi Paesi Ue coinvolti, la soglia fissata dal regolamento rende di fatto difficilmente applicabile la reintroduzione del dazio di 175 euro a tonnellata sul riso lavorato.
Nel nostro precedente articolo sull’attuazione della Strategia nazionale per le aree interne abbiamo evidenziato che, a oltre dieci anni dall’avvio, l’avanzamento resta incompleto: la spesa si è fermata intorno al 56% e la nuova programmazione 2021-2027 procede con ulteriori ritardi. Abbiamo anche ricordato l’avvio dei primi bandi del Just Transition Fund a Taranto come banco di prova della capacità di trasformare rapidamente risorse e regole in interventi concreti, tra gare, rendicontazione e cantieri.
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