Aree interne, spesa della Strategia ferma al 56% mentre ritarda il ciclo 2021-2027

Aree interne, spesa della Strategia ferma al 56% mentre ritarda il ciclo 2021-2027
Strategia ferma e ritardi

A oltre dieci anni dall'avvio della Strategia nazionale per le aree interne, l'attuazione resta incompleta nei territori più esposti a spopolamento e carenza di servizi essenziali. La programmazione coinvolge oggi oltre 1.900 Comuni e quasi 4,6 milioni di residenti, mentre la spesa effettiva si mantiene ben sotto il totale delle risorse stanziate.

In evidenza

  • La spesa della Strategia per le aree interne si è fermata al 56%, evidenziando un significativo ritardo nell'attuazione delle risorse programmate.
  • Il ciclo 2021-2027 coinvolge 127 aree totali con le prime Strategie approvate solo all’inizio del 2026, segnalando ulteriori slittamenti procedurali.
  • Il Dipartimento punta su una nuova piattaforma informatica per velocizzare gli Accordi di programma quadro, tentando di evitare i ritardi della spesa 2014-2020.

Impatto sui territori e nuova fase ancora in ritardo

Il perimetro delle aree interne comprende 1.904 Comuni lontani dai centri di offerta di istruzione, salute e mobilità, una condizione che il testo definisce come un vero deficit di cittadinanza. In questi territori vivono quasi 4,6 milioni di italiani, esposti a un rischio più elevato di spopolamento e dipendenti da investimenti pubblici per mantenere servizi essenziali e presidio economico locale.

La nuova programmazione 2021-2027 procede intanto con ritardi significativi. Il ciclo prevede 56 nuove aree che si aggiungono alle 71 confermate del precedente periodo, per un totale di 127 aree; nel 2023 è stata istituita una cabina di regia per il Piano strategico di sviluppo delle aree interne, approvato quasi due anni dopo, e le prime Strategie di area sono state approvate solo all'inizio del 2026.

Per accelerare le procedure, il Dipartimento lavora a una piattaforma informatica per la gestione degli Accordi di programma quadro. Il nodo resta la capacità di trasformare gli stanziamenti in interventi effettivi, evitando che il nuovo ciclo replichi i ritardi accumulati nella spesa 2014-2020.

Nel nostro precedente articolo sull’avvio dei primi bandi del Just Transition Fund a Taranto abbiamo descritto il passaggio dalla programmazione alla fase esecutiva, con misure già attivate e decine di proposte d’investimento raccolte sul territorio. L’attenzione era anche sulle tempistiche di gare, rendicontazione e sulla necessità di trasformare rapidamente le risorse disponibili in cantieri e interventi concreti, dalle bonifiche alla riconversione produttiva.

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