Invitalia chiude l’avviso Aree interne con richieste per 1,15 miliardi

Invitalia chiude l’avviso Aree interne con richieste per 1,15 miliardi
Avviso Aree interne: record

Si chiude con 821 domande l’Avviso pubblico per selezionare interventi di prevenzione del rischio sismico nelle Aree interne, con agevolazioni richieste per circa 1,15 miliardi di euro. Le proposte possono attivare investimenti complessivi per circa 4,8 miliardi di euro, ampliando il programma su rigenerazione di edifici pubblici, accessibilità e infrastrutture stradali nei comuni più esposti.

In evidenza

  • Invitalia riceve 821 domande per l’avviso dedicato alle Aree interne, con richieste di agevolazioni pari a 1,15 miliardi di euro.
  • Le domande coprono investimenti stimati in circa 4,8 miliardi di euro, focalizzati su riqualificazione pubblica, elisuperfici e potenziamento stradale nelle zone sismiche 1 e 2.
  • Il programma, promosso dalla Presidenza del Consiglio, evidenzia forte domanda di ammodernamento infrastrutturale nelle aree meno centrali, amplificando la portata economica dell’avviso.

Domande e interventi finanziabili

Come riportato da Invitalia, la raccolta delle candidature per il programma dedicato alla prevenzione del rischio sismico nelle Aree interne si conclude dopo il deposito di 821 domande. L’iniziativa è promossa dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento Casa Italia e Dipartimento per le Politiche di Coesione e per il Sud, con il supporto tecnico-operativo di Invitalia.

Il programma punta a rafforzare la sicurezza dei territori situati nei comuni classificati come intermedi, periferici e ultra-periferici, ricadenti nelle zone sismiche 1 e 2. Le richieste si concentrano soprattutto su interventi strategici di rigenerazione e modernizzazione, tra cui la riqualificazione di edifici pubblici, la creazione o l’adeguamento di elisuperfici per migliorare l’accessibilità e il potenziamento delle opere stradali.

Impatto operativo per territori e amministrazioni

Il volume delle proposte presentate indica una capacità potenziale di attivare investimenti per circa 4,8 miliardi di euro, ben oltre l’ammontare delle agevolazioni richieste. Questo amplia la portata economica dell’avviso e segnala una domanda rilevante di messa in sicurezza e ammodernamento infrastrutturale nelle aree meno centrali del Paese.

Nell’attuazione del bando, Invitalia affianca le amministrazioni nelle diverse fasi operative, dalla progettazione dell’avviso allo sviluppo della piattaforma per la presentazione delle domande. Il supporto include anche l’assistenza dedicata agli enti proponenti, con l’obiettivo di facilitare la gestione degli interventi finalizzati alla sicurezza e allo sviluppo dei territori.

Nel nostro precedente articolo sul Fondo di contrasto alla deindustrializzazione abbiamo spiegato che dal 31 agosto 2026 riapre la finestra per le domande, con una dotazione di 120 milioni di euro destinata a Lazio e Marche. La misura sostiene imprese manifatturiere con contributi fino al 100% delle spese ammesse (entro i limiti previsti), finanziando il potenziamento e la riqualificazione di siti produttivi esistenti e l’avvio di nuove unità nei consorzi industriali coinvolti.

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