Italo investe in Germania per lanciare servizi ad alta velocità contro Deutsche Bahn

Italo investe in Germania per lanciare servizi ad alta velocità contro Deutsche Bahn
Italo sfida DB in Germania

Dopo avere consolidato la propria presenza nel mercato italiano dell'alta velocità, Italo prepara l'ingresso in Germania con un piano da 3,6 miliardi di euro e l'avvio dei primi collegamenti previsto per metà 2028. L'operazione punta a replicare in un mercato da 110-120 milioni di passeggeri l'anno il modello concorrenziale già sperimentato in Italia, dove la domanda è cresciuta e le tariffe sono scese.

In evidenza

  • Italo investirà 1,2 miliardi di euro per l'acquisto di 26 treni Siemens in Germania, con opzione per altri 14, firmando l'accordo entro giugno 2024.
  • La compagnia opererà su una rete tedesca di 1.300 chilometri in 18 città con 50 servizi giornalieri, prevedendo la creazione di 2.500 posti di lavoro.
  • In Italia, la flotta Italo aumenterà da 51 a 63 treni entro pochi anni, con i primi nuovi convogli Alstom in consegna entro fine 2027.

Piano industriale, tempi e flotta

Come riportato da Il Sole 24 Ore, l'amministratore delegato di Italo Gianbattista La Rocca annuncia che la società ha già costituito da un anno la controllata tedesca, dispone della licenza ferroviaria e ha avviato il percorso per ottenere il certificato di sicurezza. La compagnia ha inoltre definito con Siemens il contratto per l'acquisto e la manutenzione dei treni, ma attende entro maggio un quadro certo sulle tracce orarie e sugli spazi nelle stazioni dal gestore dell'infrastruttura tedesca, condizione necessaria per firmare l'intesa entro giugno.

Il progetto prevede 1,2 miliardi di euro per l'acquisto di 26 nuovi treni prodotti in Germania, con un'opzione per altri 14 convogli. A questi si aggiungono 2,4 miliardi di euro destinati alla manutenzione per 30 anni e alle attività di sviluppo e gestione, tra cui formazione del personale, investimenti nelle stazioni e servizi IT.

I primi treni dovrebbero entrare in servizio tra due anni, a metà del 2028. Secondo La Rocca, un rinvio della firma con Siemens oltre giugno allungherebbe in modo significativo i tempi di consegna, rendendo il progetto non più sostenibile sul piano industriale.

Rete tedesca e ricadute per il settore

Il piano di Italo in Germania copre 18 città su una rete di 1.300 chilometri, con 50 servizi giornalieri. I due corridoi individuati sono Monaco di Baviera-Colonia-Dortmund e Monaco di Baviera-Berlino-Amburgo, tratte che coincidono con le aree a maggiore traffico e dove la società vede spazio per più capacità e maggiore scelta per i passeggeri.

La Rocca afferma che l'espansione può creare 2.500 posti di lavoro tra occupazione diretta e indiretta, oltre alla forza lavoro necessaria per la costruzione dei treni. L'obiettivo è costruire una società con un team interamente tedesco, sostenuto dall'esperienza maturata da Italo in Italia.

La società indica che i suoi azionisti, guidati da MSC con Gip, Allianz e i soci fondatori, sostengono progetti industriali di medio-lungo termine legati all'alta velocità. Secondo il management, la concorrenza non indebolisce il sistema ferroviario ma ne aumenta l'attrattività, con possibili benefici anche per il trasporto regionale grazie a un maggiore utilizzo dei collegamenti verso le stazioni AV.

Parallelamente, Italo conferma gli investimenti in Italia, dove la flotta passa entro alcuni anni da 51 a 63 treni, con la consegna dei primi nuovi convogli prevista entro la fine del 2027. La compagnia annuncia anche una nuova generazione di treni Alstom da 300 chilometri orari costruiti a Savigliano, insieme a ulteriori interventi sulla qualità del servizio, tra connettività Starlink, rete 5G, nuovi interni e sistemi di sicurezza a bordo.

Nel nostro precedente approfondimento sull’andamento dei ricavi dell’industria italiana a febbraio 2026 abbiamo evidenziato una crescita moderata in valore, sostenuta soprattutto dai prezzi, a fronte di volumi sostanzialmente fermi. Abbiamo inoltre sottolineato che, nonostante il recupero mensile, il primo bimestre restava in lieve calo e che anche i servizi mostravano una flessione, segnalando una ripresa ancora lenta e disomogenea.

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