Prysmian aumenta ricavi e utile nel primo trimestre, conferma la guidance 2026

Prysmian aumenta ricavi e utile nel primo trimestre, conferma la guidance 2026
Prysmian: ricavi in crescita

L'avvio del 2026 rafforza il profilo operativo e finanziario di Prysmian, che chiude il primo trimestre con ricavi in crescita, margini in miglioramento e una forte generazione di cassa. Il gruppo segnala anche una riduzione dell'indebitamento netto e mantiene invariati gli obiettivi annuali su adjusted Ebitda e free cash flow.

In evidenza

  • Prysmian chiude il primo trimestre con ricavi a €5,218 miliardi (+5% organico), adjusted Ebitda a €601 milioni e utile netto a €253 milioni.
  • L'indebitamento finanziario netto cala a €3,818 miliardi e il free cash flow raggiunge €1,191 miliardi; confermata la guidance 2026 su Ebitda e cassa.
  • Il business Transmission prevede un adjusted Ebitda superiore del 25% sul 2025, con backlog a circa €17 miliardi e forte traino da domanda data center.

Conti trimestrali e indicazioni per l'anno

Come riportato da Il Sole 24 Ore, Prysmian registra nel primo trimestre ricavi per 5,218 miliardi di euro, in aumento del 5% su base organica rispetto ai 4,771 miliardi dello stesso periodo dell'anno precedente, mentre l'adjusted Ebitda sale a 601 milioni dai 527 milioni della prima frazione del 2025, pur risultando leggermente sotto il consensus degli analisti.

L'utile netto raggiunge 253 milioni, rispetto a 155 milioni del primo trimestre dell'anno scorso. Il free cash flow è pari a 1,191 miliardi, mentre l'indebitamento finanziario netto scende da 4,884 miliardi a 3,818 miliardi.

Il margine complessivo al prezzo standard dei metalli si attesta al 14,2%, in aumento dal 13,1% dello stesso periodo dell'anno scorso, nonostante l'impatto significativo delle materie prime su alcune aree di business. Prysmian conferma inoltre la guidance 2026, con un adjusted Ebitda atteso tra 2,625 e 2,775 miliardi e un free cash flow compreso tra 1,3 e 1,4 miliardi.

Il ceo Massimo Battaini afferma che il gruppo compie progressi significativi nel primo trimestre e indica crescita organica, aumento dei margini e generazione di cassa come base di un trend destinato a proseguire nel corso del 2026. Secondo il manager, il contesto geopolitico di inizio anno rafforza ulteriormente il ruolo delle soluzioni del gruppo nella sicurezza energetica, nelle interconnessioni, nel potenziamento delle reti elettriche e nei processi di elettrificazione, anche alla luce della domanda di energia legata ai data center.

Traino da Transmission, reti e domanda dei data center

Nel business Transmission, gli amministratori ritengono che l'adjusted Ebitda sia posizionato per superare del 25% il risultato raggiunto nel 2025, con un forte incremento nei trimestri successivi. Per l'intero anno è attesa una crescita organica a doppia cifra, sostenuta dall'avanzamento nell'esecuzione dei progetti; i ricavi dell'area si attestano a 754 milioni, sostanzialmente allineati ai 743 milioni del primo trimestre dell'anno scorso, mentre il backlog arriva a circa 17 miliardi, a cui si aggiungono altri 2 miliardi di commesse in corso di aggiudicazione.

Power Grid registra un'accelerazione della crescita, anche se il margine continua a risentire temporaneamente dell'aumento dei costi dei metalli; un miglioramento è previsto a partire dal secondo trimestre. In questa divisione i ricavi salgono a 1,012 miliardi, con una crescita organica del 16,2%, mentre l'adjusted Ebitda è pari a 107 milioni.

Nell'elettrificazione, il segmento Industrial&Construction mostra un forte aumento di crescita e redditività nel primo trimestre, trainato soprattutto dal Nord America e dalla domanda collegata ai data center, con ricavi per 2,16 miliardi. Le Specialties continuano invece a subire l'impatto negativo dei business Automotive, Elevators e O&G, con redditività sostanzialmente stabile e ricavi pari a 696 milioni, in calo del 6,1%.

Nella nostra precedente analisi tecnica su Prysmian (PRY) abbiamo evidenziato un’impostazione complessivamente rialzista del titolo, con quotazioni ben sopra le principali medie mobili. Allo stesso tempo, alcuni oscillatori segnalavano un possibile rischio di ipercomprato, ipotizzando una fase di consolidamento in area €121–€129 e un’accelerazione solo in caso di breakout oltre €129.

Questo materiale può contenere opinioni di terze parti, nessuno dei dati e delle informazioni su questa pagina web costituisce consulenza sugli investimenti secondo il nostro Disclaimer. Sebbene aderiamo a una rigorosa Integrità Editoriale, questo post può contenere riferimenti a prodotti dei nostri partner.