Italia, turismo in camper e immatricolazioni sostengono la filiera del plein air

Italia, turismo in camper e immatricolazioni sostengono la filiera del plein air
Camper: crescita italiana 2026

Con il ponte del 1° maggio prende avvio in Italia la stagione estiva 2026 del turismo in camper, in un mercato europeo che coinvolge circa 20 milioni di viaggiatori e 6,5 milioni di veicoli ricreazionali. Il comparto nazionale arriva a questo passaggio con immatricolazioni in crescita, una rete di circa 2.600 imprese specializzate nella ricettività e un export che assorbe oltre l'80% della produzione.

In evidenza

  • Italia registra nel 2025 un incremento del 10,6% nelle immatricolazioni di camper a 7.936 unità, più che raddoppiate dal 2014.
  • Il ministero del Turismo stanzia 25,7 milioni di euro per creare quasi 4.500 nuove piazzole in 170 comuni, puntando a ricavi annui da 267 milioni di euro.
  • Il mercato mostra polarizzazione con i van al 40%, mentre la domanda cresce per veicoli premium dotati di tecnologie avanzate e soluzioni sostenibili.

Domanda in crescita e investimenti nella sosta

Come riportato da Il Sole 24 Ore, nel 2025 in Italia sono stati immatricolati quasi 8mila camper, in aumento del 10,6% sull'anno precedente, mentre in Europa le nuove immatricolazioni superano 161mila unità e restano sostanzialmente stabili. Dal 2014 a oggi il mercato italiano più che raddoppia, passando da 3.718 a 7.936 veicoli, mentre anche l'usato si espande del 6,05% secondo i dati dell'Associazione produttori caravan e camper, Apc.

L'Italia si conferma inoltre tra i protagonisti europei del turismo all'aria aperta: è il terzo produttore di veicoli ricreazionali dopo Germania e Francia e impiega oltre 8mila addetti tra occupazione diretta e indiretta. Per sostenere la crescita del comparto, il ministero del Turismo lo scorso settembre stanzia 25,7 milioni di euro per quasi 4.500 nuove piazzole di sosta in 170 comuni, con l'obiettivo di generare 267 milioni di euro di ricavi annui in gestione e un impatto economico di lungo periodo superiore a 373 milioni di euro.

Secondo il presidente di Apc, Gianguido Cerullo, il camper continua ad attrarre per la possibilità di essere utilizzato tutto l'anno, dal turismo di prossimità ai weekend e alle attività sportive, mentre le dotazioni dei modelli più recenti avvicinano il comfort a quello domestico. In questo quadro, l'Italia si colloca al primo posto in Europa per crescita delle immatricolazioni, al secondo come destinazione turistica dopo la Spagna e al terzo per capacità produttiva.

Salone di Parma e polarizzazione dell'offerta

Il Salone del Camper di Parma, primo appuntamento del settore in Italia e secondo in Europa, si svolge quest'anno dal 12 al 20 settembre in collaborazione con Apc. Nella scorsa edizione, su 110mila metri quadri di area espositiva, sono stati presentati 600 mezzi da oltre 310 espositori provenienti da 22 Paesi, incontrando più di 107mila visitatori.

L'amministratore delegato di Fiere di Parma, Antonio Cellie, afferma che l'edizione 2026 racconta un'industria in trasformazione, con più tecnologia, più sostenibilità e una domanda ancora solida. I numeri del 2025, pari a 8,5 miliardi di euro e 74 milioni di presenze annue per le vacanze open air, indicano per il manager un trend che nel 2026 non mostra rallentamenti.

Il mercato italiano evidenzia intanto una crescente polarizzazione tra veicoli compatti e fascia premium. I van rappresentano quasi il 40% del mercato italiano secondo Apc, mentre cresce anche la domanda di semintegrali, mansardati e motorhome di lusso con dotazioni avanzate, grandi spazi interni e sistemi di domotica; si amplia inoltre l'offerta off-road con van e semintegrali 4x4 guidabili in molti casi con patente B.

Negli allestimenti 2026 design, tecnologia e sostenibilità convergono verso soluzioni più flessibili, con ambienti modulabili, maggiore qualità dei materiali e spazi esterni pensati come estensione dell'abitabilità. Tra gli accessori più richiesti figurano portabici, sistemi per la mobilità alternativa come bici elettriche, monopattini e kayak, oltre a dispositivi per la sicurezza, il filtraggio dell'acqua e la personalizzazione degli interni.

Nella nostra precedente analisi sul distretto della nautica da diporto in Emilia-Romagna abbiamo evidenziato un comparto da 1,6 miliardi di euro, con 287 imprese e oltre 3.600 addetti, sempre più orientato ai segmenti premium e lusso. L’articolo sottolineava anche la forte spinta dell’export (oltre 800 milioni di euro) e la crescita strutturale dell’ultimo decennio, sostenuta da qualità, design e innovazione lungo la filiera.

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