Volkswagen pianifica profondi tagli ai posti di lavoro e chiusure di impianti in Germania in una ristrutturazione storica
Volkswagen sta preparando una delle più grandi ristrutturazioni della sua storia, nell'ambito della quale prevede di tagliare fino a 100.000 posti di lavoro e terminare la produzione in quattro stabilimenti in Germania. La proposta riflette l'entità della pressione sul più grande produttore automobilistico europeo, mentre i rivali cinesi, la debole redditività e il costoso passaggio ai veicoli elettrici impongono un ripensamento profondo della sua base industriale.
In evidenza
- Secondo quanto riferito, Volkswagen starebbe considerando fino a 100.000 tagli di posti di lavoro.
- La produzione potrebbe terminare ad Hannover, Zwickau, Emden e nel sito Audi di Neckarsulm.
- I sindacati tedeschi hanno promesso di resistere alla chiusura degli stabilimenti e a ulteriori riduzioni di personale.
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Una riorganizzazione molto più ampia
Il piano, riportato da Manager Magazin, equivarrebbe a circa il 15% della forza lavoro di Volkswagen e accelererebbe drasticamente i tagli già previsti in Germania entro il 2030. Volkswagen si era precedentemente orientata verso circa 50.000 riduzioni di posti di lavoro nelle sue attività tedesche, ma le nuove cifre raddoppierebbero tale portata.
Le misure riportate includono la fine della produzione nel tempo negli stabilimenti di Hannover, Zwickau ed Emden, nonché nel sito Audi di Neckarsulm, una volta che i modelli attuali saranno gradualmente eliminati. Volkswagen ridurrebbe inoltre gli investimenti pianificati di circa il 15% a poco più di 130 miliardi di euro, ovvero circa 148 miliardi di dollari, nei prossimi cinque anni.
L'azienda non ha confermato le informazioni. Un rappresentante ha solo osservato che l'intero gruppo, comprese le sue marche e sussidiarie, deve subire cambiamenti profondi.
I sindacati si preparano a reagire
La proposta metterebbe alla prova il rapporto di Volkswagen con i rappresentanti dei lavoratori tedeschi. Alla fine del 2024, l'azienda aveva raggiunto un accordo con i sindacati per evitare la chiusura di fabbriche in Germania ed escludere licenziamenti forzati fino alla fine del 2030.
Il Consiglio di Fabbrica Generale di Volkswagen e IG Metall hanno dichiarato che si opporranno fermamente a qualsiasi tentativo di procedere con le chiusure e i tagli ai posti di lavoro riportati. La loro resistenza prefigura una battaglia interna potenzialmente difficile per il management, soprattutto perché Volkswagen rimane uno dei più importanti datori di lavoro industriali della Germania.
L'azienda impiegava circa 657.400 persone alla fine del primo trimestre del 2026. Qualsiasi ristrutturazione sulla scala riportata comporterebbe conseguenze politiche oltre che economiche in Germania, dove l'industria automobilistica rimane centrale per l'occupazione manifatturiera e le esportazioni.
Il modello auto tedesco affronta un duro reset
Volkswagen riporta un piano che mostra quanto velocemente stia cambiando l'economia della produzione automobilistica di massa. Il gruppo sta cercando di proteggere la redditività mentre i produttori cinesi si espandono in modo aggressivo, specialmente nei veicoli elettrici, e mentre i produttori tradizionali assorbono pesanti costi di investimento legati a software, batterie e nuove piattaforme.
Se il piano riportato dovesse procedere, segnerebbe una rottura importante con il modello di produzione tedesco di lunga data dell'azienda e dimostrerebbe che il più grande produttore automobilistico europeo ritiene che i risparmi incrementali non siano più sufficienti.
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