I prezzi del petrolio crollano di oltre il 7%, toccando i minimi delle ultime due settimane
Mercoledì i prezzi del petrolio hanno registrato un forte calo, toccando i minimi delle ultime due settimane, in seguito alla reazione degli investitori alle notizie secondo cui gli Stati Uniti sarebbero vicini a raggiungere un accordo quadro con l'Iran per porre fine al conflitto.
In evidenza
- Il greggio Brent ha perso il 6,02%, attestandosi a 103,26 dollari al barile.
- Il WTI ha registrato un calo del 6,67%, attestandosi a 95,45 dollari al barile.
- Il calo figura tra le oscillazioni giornaliere più significative delle ultime settimane.
- Il mercato ha reagito alle prospettive di un allentamento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran.
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Reazione del mercato
Il greggio Brent ha perso il 7,12%, attestandosi a 102,05 dollari al barile. Il West Texas Intermediate (WTI) ha perso il 7,84% ed è stato scambiato a 93,90 dollari al barile.
Entrambi i benchmark hanno registrato alcuni dei cali giornalieri più consistenti dalla metà di aprile.
Secondo Reuters, Washington si aspetta una risposta dall'Iran sui punti chiave dell'accordo entro le prossime 48 ore. Sebbene non sia stato raggiunto alcun accordo definitivo, il rapporto suggerisce che questa sia la situazione più vicina a un cessate il fuoco a cui le due parti siano mai arrivate dall'inizio della guerra.
Motivi del calo
I prezzi del petrolio erano aumentati costantemente nel corso del 2026 a causa delle gravi interruzioni delle spedizioni attraverso lo Stretto di Hormuz. La chiusura di questa rotta critica ha ridotto significativamente l'offerta globale e ha spinto i prezzi ai livelli più alti dal 2022. La notizia di una potenziale svolta diplomatica ha innescato un'ondata di prese di profitto.
Ulteriore pressione è derivata dai dati settimanali sulle scorte pubblicati dall'American Petroleum Institute (API), che hanno mostrato un calo delle scorte di greggio statunitensi di 8,1 milioni di barili la scorsa settimana. Le scorte di benzina sono diminuite di 6,1 milioni di barili e quelle di distillati di 4,6 milioni di barili.
La geopolitica rimane il fattore chiave per i mercati petroliferi
Il forte crollo dei prezzi del petrolio sottolinea quanto il mercato rimanga sensibile a qualsiasi segnale di allentamento delle tensioni nel Golfo Persico. Anche la sola possibilità di un accordo quadro è stata sufficiente a innescare una significativa correzione dopo mesi di rialzi.
Finché i negoziati continueranno, i prezzi del petrolio rimarranno probabilmente molto volatili. I dati ufficiali sulle scorte dell’U.S. Energy Information Administration (EIA), attesi nel corso della giornata, dovrebbero fornire ulteriori indicazioni sull’equilibrio fondamentale tra domanda e offerta.
In un precedente rapporto, abbiamo osservato che il mercato petrolifero tiene conto di nuovi attacchi nei pressi dello Stretto di Hormuz.
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