Italia, Crosetto contesta le dichiarazioni di Rutte sulle basi U.S. nel conflitto con l'Iran
Nel confronto politico e diplomatico sull'uso delle basi U.S. in Italia nel contesto del conflitto con l'Iran, il ministro della Difesa Guido Crosetto interviene per respingere le polemiche seguite alle parole del segretario generale della Nato Mark Rutte. Il ministro afferma che le autorizzazioni vengono negate quando le richieste escono dai limiti dei trattati e sostiene che i voli registrati tra il 28 febbraio e il 23 giugno 2026 restano in linea con gli anni precedenti.
In evidenza
- Italia nega richieste oltre gli accordi nelle basi U.S., con esempi precedenti di autorizzazioni rifiutate secondo Crosetto.
- I dati tecnici mostrano che i voli transitati nelle basi italiane dal 28 febbraio al 23 giugno 2026 sono in linea o inferiori agli anni precedenti.
- La presa di posizione di Crosetto mira a prevenire tensioni diplomatiche tra Italia e Stati Uniti e tutelare la cooperazione Nato.
Tensioni sulle autorizzazioni delle basi
Come riferisce Il Sole 24 Ore Radiocor, Crosetto definisce "a caso", inopportune e superflue le parole di Rutte, avvertendo che la polemica interna rischia di avere ricadute più serie sul piano internazionale. Il ministro collega inoltre l'amplificazione del caso a un confronto politico domestico che, a suo giudizio, punta a colpire il governo anche a costo di danneggiare l'Italia.Nella sua nota, Crosetto precisa che il personale della Difesa italiana che gestisce quotidianamente i rapporti tecnici con gli Stati Uniti opera nel pieno rispetto dei trattati vigenti e delle norme applicabili. Aggiunge che, quando le richieste presentate escono dal perimetro consentito dagli accordi, l'autorizzazione viene negata, ricordando che casi di questo tipo si sono già verificati in passato.
Impatto diplomatico e verifica dei dati
Crosetto conclude richiamando dati tecnici sui voli transitati nelle basi italiane tra il 28 febbraio e il 23 giugno 2026, che definisce sostanzialmente in linea con quelli degli anni precedenti e in diversi casi anche inferiori. Secondo il ministro, si tratta di elementi oggettivi, verificabili e documentabili, disponibili per ulteriori approfondimenti sul periodo compreso tra il 2019 e oggi.La presa di posizione mira a contenere il rischio di tensioni diplomatiche su un tema sensibile per la cooperazione militare tra Italia e Stati Uniti e per gli equilibri Nato. Sul piano interno, la vicenda mantiene alta l'attenzione sulla gestione operativa delle basi e sui margini di autorizzazione previsti dagli accordi internazionali.
Nel nostro precedente articolo sul chiarimento della Nato riguardo ai voli militari partiti da una base U.S. in Italia nell’operazione Epic Fury, avevamo ricostruito come Roma stia applicando accordi bilaterali già in vigore su basi e sorvoli. Avevamo inoltre evidenziato che la precisazione dell’Alleanza e la nota della Difesa puntavano a ridimensionare le letture su un presunto coinvolgimento operativo italiano in azioni offensive contro l’Iran.
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