Bauli accelera sull'estero e sul gluten free per spingere la crescita dei ricavi
Il gruppo veronese Bauli si riorganizza con due business unit, una per l'Italia e una per l'estero, per affrontare un mercato più competitivo e sostenere lo sviluppo con l'innovazione di prodotto. La società punta a portare la quota di fatturato internazionale al 40% in cinque anni, mentre rafforza in Italia i segmenti del fuori casa e del senza glutine.
In evidenza
- Il bilancio 2026 di Bauli chiude con una leggera crescita rispetto ai 548 milioni di euro di ricavi del 2025 e un Ebitda di 44 milioni.
- Bauli lancia prodotti senza glutine a marchio Bauli Free, con distribuzione avviata e produzione ad Altopascio che raggiunge 1.300 quintali a settimana su tre linee.
- I segmenti senza glutine e fuori casa intendono generare almeno 100 milioni di euro in cinque anni, sostenendo l'obiettivo di 1 miliardo di euro di fatturato entro il 2030, sebbene con possibile slittamento.
Riorganizzazione e piano di sviluppo
Come riportato da Il Sole 24 Ore, il bilancio 2026 del gruppo dolciario, che controlla anche i marchi Doria, Motta, Alemagna, Bistefani e Olivieri 1882, chiude il 30 giugno con una leggera crescita rispetto ai 548 milioni di euro di ricavi del 2025 e con un Ebitda di 44 milioni. Il fatturato è realizzato per l'80% in Italia, mentre il gruppo, fondato nel 1922 e ancora in mano alla famiglia Bauli, conta sette stabilimenti nel Paese, uno in India e 1.590 dipendenti.La nuova fase organizzativa separa le attività tra mercato domestico ed estero, con l'obiettivo di accelerare entrambe le direttrici di crescita. Bauli conferma inoltre il traguardo di 1 miliardo di euro di fatturato, anche se i tempi potrebbero slittare rispetto al 2030 indicato in precedenza, a causa del peggioramento delle condizioni di mercato.
Luca Casaura, appena nominato alla guida della business unit Italia, afferma che il gruppo è pronto a lanciare prodotti senza glutine a marchio Bauli, in particolare pane e focaccine, facendo leva sull'uso del lievito madre come elemento distintivo rispetto ai concorrenti. La distribuzione è in fase di avvio e viene sostenuta da una campagna di comunicazione multicanale con il marchio Bauli Free.
Focus su Italia, fuori casa e senza glutine
La produzione senza glutine avviene nello stabilimento di Altopascio, in provincia di Lucca, inaugurato nel 2023 dopo l'acquisizione di Alpipan avviata nel 2018 e completata con il passaggio dal 80% al 100% del capitale lo scorso anno. Negli ultimi tre anni i dipendenti del sito sono saliti da 64 a 110, mentre la produzione di focaccine, pane e pasticceria raggiunge 1.300 quintali alla settimana su tre linee.Il secondo canale di espansione sul mercato italiano è il fuori casa, rivolto a travel retail, bar e pasticcerie. Insieme, i segmenti del senza glutine e del fuori casa puntano a valere almeno 100 milioni di euro nell'arco di cinque anni.
Secondo Casaura, il gruppo mantiene l'obiettivo di crescita nonostante l'inflazione, il calo dei consumi e l'aumento dei costi delle materie prime, con burro e cacao raddoppiati, oltre alle tensioni generate da dazi e guerre sui mercati. In questo quadro, la spinta all'estero e lo sviluppo di categorie a maggiore potenziale diventano le leve principali della strategia industriale di Bauli.
Nella nostra precedente analisi sull’aumento dei rischi nel mercato italiano dei fertilizzanti abbiamo spiegato come le tensioni nello stretto di Hormuz e il quadro normativo europeo stiano spingendo al rialzo i prezzi dell’urea. L’articolo evidenziava che l’impennata dei costi, insieme al possibile divieto dal 2028 (con correttivi in discussione), può trasferirsi sui prezzi di colture come mais, grano e riso e, di riflesso, su prodotti di largo consumo come pane e pasta.
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