Italia rivede il Piano casa, iter semplificato ma senza corsia veloce per le soprintendenze
Il decreto legge n. 66/2026 sul Piano casa entra in Gazzetta Ufficiale con una versione modificata rispetto a quella approvata inizialmente dal Consiglio dei ministri. Le correzioni incidono soprattutto sulle procedure per gli interventi di ristrutturazione e demolizione-ricostruzione, mantenendo la Scia ma ripristinando un ruolo pieno delle amministrazioni di tutela.
In evidenza
- Italia conferma che gli interventi di ristrutturazione urbanistica o demolizione ricostruzione saranno consentiti tramite Scia, riducendo gli oneri amministrativi.
- Eliminata la proposta che avrebbe sostituito l'autorizzazione paesaggistica con una semplice segnalazione e controllo ex post della soprintendenza.
- Introdotta una conferenza di servizi semplificata con partecipazione delle amministrazioni di tutela, da concludersi in massimo 40 giorni senza deroghe alle autorizzazioni ordinarie.
Modifiche al decreto e nuovo iter autorizzativo
Come riportato da Il Sole 24 Ore, il testo definitivo recepisce la mediazione raggiunta dopo le tensioni emerse nel Consiglio dei ministri del 30 aprile tra il ministero delle Infrastrutture e quello della Cultura sul peso delle soprintendenze negli interventi di edilizia residenziale pubblica e sociale.Nel testo finale resta confermata la previsione per cui gli interventi di ristrutturazione urbanistica, edilizia o di demolizione e ricostruzione sono consentiti tramite Scia. Questo significa che per tali operazioni non serve il permesso di costruire, un passaggio che punta a ridurre parte degli oneri amministrativi per i cantieri.
Viene però eliminata la norma che avrebbe sostituito l'autorizzazione paesaggistica con una semplice segnalazione alla soprintendenza. Quella soluzione prevedeva un controllo successivo entro 30 giorni, con possibilità di bloccare l'attività solo in caso di carenza dei requisiti, configurando di fatto una procedura accelerata.
Impatto su cantieri, tutele e tempi decisionali
Al posto della corsia veloce, il nuovo comma 2 introduce una conferenza di servizi semplificata per gli interventi interessati. Alla procedura partecipano le amministrazioni competenti per la tutela ambientale, del patrimonio culturale, del paesaggio e della salute, che mantengono la facoltà di esprimere un dissenso motivato sui progetti.La conferenza deve chiudersi entro 40 giorni al massimo, ma il decreto non introduce deroghe alle autorizzazioni ordinarie. La scelta segnala un compromesso tra l'obiettivo di accelerare gli investimenti nell'edilizia residenziale e la volontà di non comprimere i controlli su beni culturali e paesaggio, in un settore dove i tempi burocratici restano uno dei principali fattori di ritardo.
Nella nostra precedente analisi sulle operazioni di M&A nei settori energia, utility e risorse abbiamo evidenziato come la crescita della domanda legata ad AI, data center ed elettrificazione stia rendendo più strategici gli asset infrastrutturali e industriali in Italia. L’articolo indicava per l’outlook 2026 una maggiore vivacità dei deal e un ruolo potenziale dell’Italia come hub europeo per infrastrutture energetiche e digitali, con crescente interesse di operatori industriali e investitori finanziari.
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