Italia, iter autorizzativi frenano 150 GW di rinnovabili mentre diverse regioni restano indietro

Italia, iter autorizzativi frenano 150 GW di rinnovabili mentre diverse regioni restano indietro
Rinnovabili ferme in Italia

L'Italia supera nel complesso il ritmo minimo di nuova capacità rinnovabile previsto dal burden sharing nazionale, ma una quota molto ampia di progetti resta bloccata nelle autorizzazioni. Il volume fermo, pari a circa 150 GW tra eolico e soprattutto fotovoltaico, è ben superiore ai 46 GW ancora necessari per centrare gli obiettivi del Pniec al 2030.

In evidenza

  • Oltre 4.000 progetti per circa 150 GW di rinnovabili risultano bloccati nell’iter autorizzativo in Italia, penalizzando il raggiungimento degli obiettivi Pniec al 2030.
  • Al 2025 le nuove installazioni raggiungono 7,2 GW ma permane forte disomogeneità: Sardegna (-461 MW), Calabria (-383 MW) e Toscana (-225 MW) molto distanti dai target regionali.
  • Iter autorizzativi lenti, specie in Puglia (43 GW in attesa), Sicilia (30 GW) e Sardegna (21 GW), rischiano di spingere investitori a riallocare capitali all’estero secondo Enfinity Global.

Divario regionale e progetti fermi nelle autorizzazioni

Come riportato da Il Sole 24 Ore, i dati di Confindustria indicano oltre 4mila progetti bloccati nell'iter autorizzativo in Italia per circa 150 GW complessivi. Al 31 marzo, secondo Terna, la potenza rinnovabile operativa sul territorio nazionale arriva a 85 GW, con prevalenza del solare a 45 GW e dell'eolico a 14 GW.

Il Pniec punta a 131 GW installati entro il 2030, con l'obiettivo di coprire il 63,4% del fabbisogno elettrico da fonti rinnovabili. Terna certifica che nel 2025 le rinnovabili coprono il 41% della domanda, mentre la nuova capacità installata cresce negli ultimi anni fino a 7,2 GW nel 2025, dopo i 7,5 GW del 2024.

Tra gennaio 2021 e marzo 2026 la capacità installata raggiunge 26,5 GW, sopra il minimo previsto di 25,4 GW, ma il quadro resta disomogeneo tra le regioni. Le più lontane dai rispettivi target sono Sardegna, Calabria e Toscana, con scarti negativi rispettivamente di 461 MW, 383 MW e 225 MW; risultano sotto obiettivo anche Puglia, Basilicata, Umbria, Sicilia, Molise, Marche, Abruzzo, Liguria e Valle d'Aosta.

Le regioni più avanti rispetto alla tabella di marcia sono invece Lazio, con 1.315 MW oltre il target, Lombardia con 738 MW, Piemonte con 419 MW e Veneto con 394 MW, seguite da Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Campania ed Emilia-Romagna.

Puglia, Sicilia e Sardegna concentrano le richieste

Un'altra misura della pressione sul sistema autorizzativo arriva dall'Osservatorio REgions2030 di Elemens e Public Affairs Advisors, che segnala Puglia, Sicilia e Sardegna come le regioni con il maggior numero di richieste. La Puglia ha 43 GW in corso di autorizzazione, di cui 28 GW fermi a Roma in attesa di Valutazione di impatto ambientale e 15 GW bloccati in Regione; nel 2025 autorizza 3 GW e negli ultimi cinque anni 7 GW.

La Sicilia conta 30 GW in corso di autorizzazione, con 14 GW fermi a Roma e 16 GW in Regione; nel 2025 autorizza 1,5 GW e negli ultimi cinque anni 10 GW. La Sardegna ha invece 21 GW in iter, di cui 18 GW fermi a Roma e 3 GW in Regione, mentre nel 2025 autorizza meno di 0,1 GW e negli ultimi cinque anni 1,5 GW.

Dal 2020 alla fine del 2025 in Italia vengono presentate richieste di autorizzazione per oltre 200 GW di progetti solari ed eolici, escluso l'offshore, mentre le richieste di connessione alla rete di alta tensione ricevute da Terna arrivano a circa 322 GW. Per Alessandro Ceschiat, general manager for Italy di Enfinity Global, un iter autorizzativo può durare da cinque a otto anni e questo rischia di spingere gli investitori a riallocare capitali in altri Paesi.

Ceschiat afferma che i ritardi mettono sotto pressione anche la sostenibilità economica dei progetti avviati anni prima, perché le condizioni iniziali possono non reggere più nel tempo. Il manager chiede quindi il rispetto delle tempistiche di legge, un rafforzamento degli organici nelle pubbliche amministrazioni e un confronto del governo con i principali operatori per accelerare soluzioni operative.

Nel nostro precedente articolo sui risultati di Terna nel primo trimestre 2026 abbiamo evidenziato il miglioramento dei principali indicatori economico-finanziari, con ricavi in crescita, indebitamento netto in calo e una guidance 2026 confermata. L’analisi richiamava anche il piano di investimenti (circa 4,2 miliardi nel 2026) e il ruolo di Terna come abilitatore della transizione energetica e digitale, in linea con gli obiettivi nazionali di decarbonizzazione e indipendenza energetica.

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