Marghera accelera sul deposito Ue di materie prime critiche

Marghera accelera sul deposito Ue di materie prime critiche
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Il Veneto si candida a diventare uno snodo strategico per la sicurezza degli approvvigionamenti industriali europei con il progetto di un deposito di materie prime critiche a Marghera. Il piano, illustrato dal ministro delle Imprese Adolfo Urso, include anche la prospettiva di un polo per raffinazione e riciclo a supporto delle industrie italiane ed europee.

In evidenza

  • Entro pochi giorni i tecnici della Commissione europea visiteranno Marghera per valutare il primo sito Ue di stoccaggio materie prime critiche.
  • Il progetto pilota di Marghera mira a rafforzare la resilienza delle catene di fornitura Ue per 34 materie prime giudicate essenziali alla competitività industriale.
  • Il polo Marghera potrebbe diventare primo distretto italiano ed europeo per raffinazione e riciclo materie prime critiche, con supporto di nuovi bandi europei e investimenti privati.

Progetto del sito pilota a Marghera

Come riportato da Il Sole 24 Ore, Urso afferma che i tecnici della Commissione europea arrivano entro pochi giorni a Marghera per un sopralluogo sul possibile primo sito strategico di stoccaggio delle materie prime critiche dell'Ue. Il ministro indica l'area veneta come sede di un progetto pilota destinato a fare da modello per altri impianti europei, con l'obiettivo di rafforzare la capacità di risposta a eventuali shock nelle forniture.

Secondo Urso, il deposito serve ad approvvigionare le industrie italiane ed europee in una fase in cui la resilienza delle catene di fornitura resta una priorità industriale. Il progetto si inserisce nella strategia europea sulle 34 materie prime critiche considerate essenziali per lo sviluppo e la competitività delle imprese.

Impatto industriale per Veneto ed Europa

Accanto al deposito strategico, il ministro sostiene che nell'area di Marghera può nascere anche un polo industriale dedicato alla raffinazione e al riciclo delle materie prime critiche. Nelle sue intenzioni, il sito potrebbe diventare il primo distretto italiano, e secondo Urso anche europeo, specializzato in queste attività, favorendo l'insediamento di nuove imprese anche attraverso i bandi europei in corso.

Urso ricorda inoltre che nel primo bando europeo, concluso lo scorso anno, quattro imprese hanno manifestato l'intenzione di realizzare in Italia impianti di riciclo di materie prime critiche. Nella configurazione delineata dal ministro, Marghera rappresenta il polo di accesso meridionale, mentre un secondo deposito dovrebbe essere localizzato nel Nord Europa, in prossimità dei grandi porti di Rotterdam e Amsterdam, così da creare due porte logistiche per il sistema europeo.

Nel nostro precedente approfondimento sui progetti rinnovabili bloccati nelle autorizzazioni in Italia abbiamo evidenziato che, pur con un ritmo di nuova capacità installata complessivamente in linea con gli obiettivi, restano fermi circa 150 GW tra eolico e soprattutto fotovoltaico. L’articolo metteva inoltre in luce il forte divario tra regioni e come i ritardi autorizzativi possano frenare gli investimenti e il percorso verso i target del Pniec 2030.

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