Fiere di Parma punta su Tuttofood, presenze attese in aumento del 30%
Nel pieno di un contesto geopolitico ed economico globale segnato da guerre, dazi e pressione sui costi, Tuttofood mostra segnali di crescita per Fiere di Parma. La manifestazione agroalimentare, ospitata a Fiera Milano Rho, si avvia a chiudere con un aumento attorno al 30% delle presenze rispetto alle 95mila registrate nell'edizione precedente.
In evidenza
- Tuttofood, organizzata da Fiere di Parma a Milano Rho, registra 70mila presenze nei primi due giorni, con il 26% di partecipanti esteri.
- Nel 2025 le esportazioni agroalimentari italiane raggiungono 72,4 miliardi di euro, in crescita del 4,9% rispetto al 2024, mentre il fatturato 2023 sale a 204 miliardi di euro.
- Il forte afflusso di buyer esteri, specie dagli U.S., segnala che dazi e aumento dei prezzi non frenano la domanda di prodotti italiani di qualità e certificati.
Crescita della fiera e numeri internazionali
Come riportato da Il Sole 24 Ore, i dati definitivi vengono comunicati nel pomeriggio, ma l'andamento dei primi tre giorni indica attese positive per Tuttofood, organizzata per il secondo anno da Fiere di Parma.Inaugurata lunedì scorso nel quartiere fieristico di Fiera Milano a Rho, la manifestazione ha già registrato nei primi due giorni 70mila presenze tra operatori dell'industria, della distribuzione e della ristorazione, oltre a importatori e buyer internazionali. Di questi, 18mila arrivano dall'estero, soprattutto dall'Europa, con il 63%, dall'Asia, con il 18%, e dalle Americhe, con il 15%.
Per gli organizzatori si tratta di una scommessa vinta, sostenuta dall'obiettivo di consolidare Tuttofood insieme a Cibus come riferimento nel panorama fieristico internazionale dedicato al food.
Impatto sul settore agroalimentare italiano
La dinamica della fiera si inserisce in un comparto che si conferma tra i più solidi dell'economia italiana. Nel 2025 le esportazioni agroalimentari raggiungono 72,4 miliardi di euro, in aumento del 4,9% rispetto al 2024, mentre il fatturato dell'industria alimentare italiana, secondo Federalimentare, raggiunge lo scorso anno 204 miliardi di euro, in crescita del 3,6% sull'anno precedente.Antonio Cellie, amministratore delegato di Fiere di Parma, afferma che l'aumento delle presenze a Tuttofood rappresenta non solo un indicatore fieristico, ma anche un segnale economico. Secondo Cellie, il food resta un settore capace di resistere nelle fasi difficili perché risponde a bisogni primari e intercetta una domanda globale di qualità, sicurezza, salute e identità territoriale.
La partecipazione di numerosi buyer esteri, in particolare dagli U.S., rafforza questa lettura. I dazi e il conseguente aumento dei prezzi finali non frenano infatti la domanda di prodotti italiani di qualità e certificati.
Nella nostra precedente analisi sull’andamento delle attrezzature italiane per la ristorazione professionale nel 2025 abbiamo evidenziato un settore ancora in espansione dopo il post-Covid, con produzione intorno a 3,1 miliardi di euro ed esportazioni vicine a 2,1 miliardi. L’articolo metteva in luce anche i mercati più rilevanti e le tendenze che stanno ridisegnando la domanda (automazione e nuovi format), con una spinta particolarmente forte dall’Europa e con gli U.S. tra i principali sbocchi.
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