Italia e U.S. rafforzano i legami d'impresa tra farmaceutica e data center

Italia e U.S. rafforzano i legami d'impresa tra farmaceutica e data center
Italia-USA, business in crescita

Nel 2025 gli scambi commerciali tra Italia e U.S. valgono 118 miliardi di euro, mentre le imprese dei due Paesi indicano la continuità dei rapporti come un fattore che supera le tensioni politiche del momento. Il messaggio emerge durante un evento promosso a Milano per i 250 anni della dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti, con interventi di gruppi attivi dalla farmaceutica ai servizi digitali.

In evidenza

  • Italia prevede di raggiungere quasi 70 miliardi di export farmaceutico nel 2025, mantenendo la cooperazione con gli U.S. nonostante tensioni sui prezzi.
  • Microsoft conferma il proseguimento dei suoi progetti di data center in Italia, ritenendo controproducente una sospensione anche per gli U.S.
  • McDonald’s supera 800 ristoranti e 40mila dipendenti in Italia, consolidando l’impatto economico della cooperazione Italia-U.S. anche nel settore servizi e occupazionale.

Scambi e investimenti nel quadro transatlantico

Come riportato da Il Sole 24 Ore, il tema è al centro dell'iniziativa “Americana 250! Bonds That Made History” organizzata da American Chamber of Commerce in Italy, che ribadisce la fiducia nel legame transatlantico in una fase definita complessa sul piano geopolitico.

Il presidente di AmCham Italy, Stefano Lucchini, indica l'evento come un'occasione per confermare la solidità del rapporto tra Italia e U.S., mentre il managing director Simone Crolla definisce il contesto tumultuoso una parentesi all'interno di 250 anni di relazioni e segnala che i numeri restano confortanti.

Nel farmaceutico, settore che nel 2025 raggiunge quasi 70 miliardi di export, Federico Villa, VP Corporate Affairs & Patient Access di Ely Lilly Italia, afferma che l'alleanza storica non viene meno e che il comparto resta uno dei pilastri della collaborazione. Secondo Villa, il rischio principale non riguarda un effetto scorte legato ai dazi, ma una pressione sui prezzi, con l'esigenza di garantire sostenibilità anche in presenza di tensioni geopolitiche.

Un orientamento simile arriva da Microsoft. Il ceo in Italia, Vincenzo Esposito, afferma che il gruppo non intende fermare il piano di data center avviato da anni nel Paese, sostenendo che uno stop sarebbe controproducente anche per gli U.S..

Impatto su consumi e presenza industriale in Italia

La tenuta del rapporto bilaterale si estende anche alle aziende che operano direttamente sul mercato dei consumatori finali, a conferma di una cooperazione che non si limita ai settori ad alta criticità o alle infrastrutture digitali.

Uber richiama gli investimenti realizzati in Italia in connessione con le ultime Olimpiadi invernali, mentre McDonald’s sottolinea l'espansione della propria presenza nel Paese. La catena conta oltre 800 ristoranti e 40mila dipendenti, un dato che rafforza il peso dell'asse Italia-U.S. anche sul fronte dell'occupazione e della distribuzione dei servizi.

Nella nostra precedente analisi sull’andamento dei mercati tra tecnologia e geopolitica abbiamo raccontato il rally dei listini europei trainato dagli acquisti sul settore tech e l’attenzione degli investitori per il vertice Trump-Xi, con sullo sfondo il tema dei dazi e dei controlli alle esportazioni. In quel contesto abbiamo anche evidenziato come le restrizioni U.S. verso la Cina possano incidere sulle prospettive dei chipmaker, pur in presenza di un momentum ancora favorevole sui titoli del comparto.

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