Il quadro del mercato statunitense del gas naturale a maggio appare più favorevole che ribassista: il benchmark Henry Hub luglio/maggio si è mantenuto intorno a 2,75–2,82 $/MMBtu, mentre il contratto futures CME del 19 maggio è stato scambiato a 3111 $ con quasi nessuna variazione giornaliera. Allo stesso tempo, l’EIA segnala che le esportazioni di GNL nel 2026 continuano a crescere e l’ultimo Short-Term Energy Outlook prevede esportazioni medie di GNL dagli Stati Uniti intorno a 17,0 Bcf/d nel 2026.
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Reuters ha inoltre riportato che i prezzi a inizio maggio sono stati sostenuti da una produzione più bassa e da forti esportazioni di GNL.
Europa: lo stoccaggio resta il punto debole
Per l’Europa, il fattore chiave è il debole avvio della stagione di iniezione: secondo GIE e le analisi del settore europeo, le scorte sono entrate nel 2026 significativamente al di sotto dei livelli dell’anno precedente, mentre al 1° aprile l’UE era solo al 28% della capacità, aumentando la sensibilità del mercato alle condizioni meteorologiche e ai flussi di GNL. La Commissione Europea ha nel frattempo confermato la prontezza delle infrastrutture a riempire i siti di stoccaggio almeno all’80% entro il 1° novembre, ma ha esplicitamente sottolineato la dipendenza dalla disponibilità di GNL. Questo si riflette già nei prezzi spot e di hub attraverso una maggiore volatilità e un’attenzione crescente a qualsiasi interruzione dell’offerta.
Scenario globale: il GNL è il motore principale
Dal punto di vista dell’equilibrio globale, il mercato sta entrando in una fase di crescita dell’offerta, seppur non priva di rischi: l’IEA, nel suo Gas Market Report Q1-2026, ha osservato che la crescita della domanda globale nel 2025 è stata inferiore all’1%, mentre si prevede un’accelerazione nel 2026 grazie alle nuove forniture di GNL, principalmente dal Nord America. Questo è un punto importante: il mercato sta diventando più liquido, ma Europa e Asia stanno contemporaneamente competendo per carichi aggiuntivi, il che significa che qualsiasi interruzione geopolitica si riflette rapidamente sui prezzi. La dipendenza dell’Europa dal GNL statunitense è sempre più evidente, mentre le importazioni di GNL russo nell’UE, secondo le stime recenti, restano ancora un fattore significativo.
Prospettive a breve termine
La conclusione di base al momento è che lo scenario di medio termine resta moderatamente rialzista, anche se nel breve termine il mercato rimane volatile a causa delle condizioni meteorologiche, delle iniezioni negli stoccaggi e delle notizie sulla logistica del GNL. Finché l’Henry Hub non si stabilizzerà sopra la zona dei 3,0 $/MMBtu, il mercato appare in una fase di transizione — senza un chiaro deficit, ma anche senza un surplus confortevole. Per il trading, questo significa che i fattori più importanti al momento non sono i livelli produttivi “assoluti”, ma piuttosto la combinazione tra tassi di iniezione negli USA, andamento meteorologico e domanda europea di GNL.
Un mancato superamento dei 3,00 $/MMBtu da parte dei rialzisti potrebbe innescare liquidazioni di posizioni long; una rottura al di sopra di questo livello aprirebbe la strada verso 3,08–3,12 $/MMBtu.
Come già osservato in Il gas naturale si stabilizza mentre la domanda legata al meteo compensa i timori di eccesso di offerta, le prospettive a breve termine restano moderatamente positive.
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