Intermarine rafforza le attività a Messina con la commessa della Guardia di Finanza

Intermarine rafforza le attività a Messina con la commessa della Guardia di Finanza
Nuova commessa Intermarine

Il cantiere Intermarine di Messina rientra in una traiettoria industriale nazionale grazie a una nuova commessa legata alla sicurezza marittima e alla difesa. L’ordine per due unità Guardacoste, con ulteriori opzioni che portano il valore potenziale complessivo a 288 milioni di euro, riporta lo stabilimento dello Stretto al centro della cantieristica ad alta tecnologia.

In evidenza

  • Intermarine si aggiudica una commessa della Guardia di Finanza per due navi dal valore iniziale di 28,2 milioni di euro, con opzione per altre 15 unità e supporto logistico fino a 260 milioni di euro.
  • Il sito di Messina vedrà un impatto occupazionale crescente, con circa 70 operai diretti e 40 dell’indotto, dati destinati a salire grazie alle nuove commesse.
  • Intermarine, in RTI con Leonardo, firma con Navarm un contratto per cinque cacciamine per la Marina Militare, valore base 1,6 miliardi di euro, quota spettante pari a 1,165 miliardi.

Commesse e programmi del cantiere

Come riportato da Il Sole 24 Ore, il bando della Guardia di Finanza riguarda due unità navali per un valore iniziale di 28,2 milioni di euro, destinate ad attività di polizia del mare e di law enforcement. Il contratto prevede l’avvio immediato della costruzione delle prime due navi e include un’opzione per altre 15 unità, oltre al supporto logistico, per ulteriori 260 milioni di euro. Le prime imbarcazioni sono realizzate a Messina.

Intermarine fa capo al gruppo Immsi, quotato su Euronext Milan e controllato dalla famiglia Colaninno attraverso Omniaholding. Il gruppo opera con due poli produttivi, Sarzana e Messina, che lavorano in modo integrato: il sito ligure è specializzato nelle unità in vetroresina e materiali compositi, compresi i cacciamine amagnetici, mentre quello siciliano si concentra su navi in alluminio e acciaio ad alto contenuto tecnologico fino a 60 metri, unità veloci e pattugliatori.

La commessa della Guardia di Finanza si inserisce in una fase di sviluppo più ampia. Intermarine, insieme a Leonardo in raggruppamento temporaneo di impresa, ha firmato con Navarm un contratto per cinque cacciamine di nuova generazione per la Marina Militare, con un valore base di 1,6 miliardi di euro e circa un miliardo di opzioni; alla società spetta una quota di 1,165 miliardi, pari al 73%. Nel 2025 l’azienda si aggiudica anche il bando della Guardia Costiera per unità polivalenti d’altura, dal valore potenziale di 130 milioni di euro.

Impatto industriale e occupazionale su Messina

Per il sito messinese, il nuovo carico di lavoro può tradursi in un aumento dell’occupazione diretta e dell’indotto. Il dato sindacale confermato dalla Fiom Cgil Messina indica circa 70 operai diretti e una quarantina di lavoratori dell’indotto, numeri che con le nuove commesse sono destinati a crescere.

Il rafforzamento di Intermarine si collega anche alla vocazione industriale del territorio. A marzo il presidente dell’Autorità di sistema portuale dello Stretto, Francesco Rizzo, definisce la cantieristica il “genius loci” della città e pone il tema dell’attrazione di grandi interlocutori industriali.

Messina mantiene inoltre un ruolo operativo e progettuale in altri programmi del gruppo. Nel cantiere sono state progettate e realizzate anche le unità veloci Polaris e Sirius per Snav, gruppo Msc, a conferma del posizionamento dello stabilimento nelle produzioni navali ad alto contenuto tecnologico.

Nella nostra precedente analisi sul titolo Leonardo (LDO) abbiamo evidenziato come la società abbia rivisto al rialzo la guidance 2024 grazie a nuove aggiudicazioni e a un flusso di ordini sostenuto dalla crescita della spesa per la difesa in Europa. L’approfondimento metteva inoltre a fuoco il quadro tecnico di breve periodo, con il prezzo in area €52 e segnali misti degli indicatori, individuando livelli chiave da monitorare per valutare direzione e rischio.

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