Il WTI rimbalza mentre le tensioni in Medio Oriente si intensificano

Il WTI rimbalza mentre le tensioni in Medio Oriente si intensificano
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Il WTI ha registrato un forte recupero dopo il calo di ieri sotto gli 89$, poiché il mercato ha rapidamente comprato sulla debolezza in seguito ai nuovi attacchi statunitensi contro strutture iraniane e alle notizie di azioni di ritorsione da parte di Teheran. Il petrolio ora viene nuovamente scambiato nella fascia 90–92 dollari al barile, con gli investitori che reintroducono il premio di rischio geopolitico nei prezzi. 

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In sostanza, il mercato continua a muoversi da un titolo all'altro: qualsiasi segnale di de-escalation scatena vendite, mentre nuovi incidenti intorno allo Stretto di Hormuz riportano immediatamente gli acquirenti.

Rimbalzo sostenuto dai rischi intorno allo Stretto di Hormuz

L'attuale rimbalzo è guidato principalmente da preoccupazioni sull'offerta: nonostante le discussioni in corso su un possibile accordo USA–Iran, la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz resta instabile, mentre vincoli assicurativi e logistici continuano a limitare le esportazioni. Secondo le stime di EIA e diversi analisti, anche una normalizzazione parziale dei flussi potrebbe richiedere mesi, il che significa che il mercato non è ancora pronto a rimuovere completamente il premio di rischio dai prezzi. Ulteriore supporto per il WTI arriva dal calo delle scorte commerciali e dalla domanda stagionale di carburante che resta sostenuta.

La volatilità resta estrema

Le ultime sedute hanno evidenziato quanto il mercato sia ancora nervoso: nel giro di pochi giorni, il WTI ha oscillato tra 88–89 e 92–95 dollari, e a maggio era persino balzato sopra i 100$ in piena crisi nello Stretto di Hormuz. Gli operatori stanno attualmente prezzando due scenari opposti: una graduale de-escalation con ritorno del petrolio verso 80–85$, oppure un conflitto prolungato con rischio di un nuovo impulso rialzista. Finché il secondo scenario non potrà essere escluso, il mercato probabilmente manterrà una volatilità elevata e la tendenza a forti rimbalzi tecnici dopo ogni sell-off.

Prospettive a breve termine

L'incapacità dei rialzisti di superare la resistenza intorno a 92,5$ suggerisce che permangono rischi di ribasso verso 88,5–88,0$, mentre il mantenimento sopra i 90$ lascia aperta la possibilità di un nuovo test di 91,5–92,5$. Come già sottolineato in Il greggio USA corregge mentre il premio di rischio geopolitico si riduce, i fattori geopolitici continuano a essere i principali driver dei movimenti del mercato petrolifero.

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