Fondazione Vimm rilancia etica, ricerca e finanza per la medicina del futuro

Fondazione Vimm rilancia etica, ricerca e finanza per la medicina del futuro
Etica e ricerca per il futuro

Nel confronto sui 30 anni della Fondazione Veneto Institute of Molecular Medicine emerge la necessità di sostenere la ricerca medica con risorse pubbliche e private, in una fase segnata da longevità crescente e nuovi interrogativi bioetici. Al centro del dibattito ci sono anche la formazione su intelligenza artificiale, il nuovo codice etico della fondazione e il problema della fuga dei talenti dalla ricerca italiana.

In evidenza

  • Fondazione Vimm celebra 30 anni rilanciando impegno su etica e ricerca con 300 ricercatori focalizzati su medicina centrata sulla persona.
  • Nel dibattito emerse la necessità di formare chi sviluppa algoritmi AI e adottare regolamentazioni etiche nella gestione di dati biomedici per una popolazione sempre più longeva.
  • Viene denunciato il basso livello delle retribuzioni dei ricercatori italiani e proposte la leva fiscale e capitale filantropico come soluzioni per sostenere innovazione e ridurre dispersione di talenti.

Il confronto a Venezia sui 30 anni di Vimm

Come riportato da Il Sole 24 Ore, l'anniversario della Fondazione Vimm alla Fondazione Cini di Venezia diventa un'occasione di confronto tra istituzioni, manager ed esperti su etica, ricerca e finanza applicate alla medicina. La presidente Giustina Destro afferma che il centro, nato da un'idea condivisa con Francesco Pagano, cresce nel tempo fino a diventare un polo di eccellenza con 300 ricercatori impegnati in una medicina che mette al centro la persona nella sua interezza.

Nel dibattito, Daniele Franco, presidente della Fondazione Cini, invita a concentrare l'attenzione sulle persone e sui bisogni più che sugli strumenti, mentre il direttore Nicola Elvassore presenta il nuovo codice etico della fondazione rivolto ai giovani ricercatori. Sandra Gallina, della Direzione Generale salute e sicurezza alimentare della Commissione Europea, sottolinea che l'etica deve guidare tutti i percorsi anche nella regolazione dell'intelligenza artificiale e nella gestione dei dati biomedici.

Monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Fondazione Età Grande, richiama inoltre la necessità di formare chi sviluppa gli algoritmi, collegando il tema dell'AI all'aumento dei bisogni di una popolazione sempre più longeva. Il messaggio condiviso dagli interventi è che la ricerca scientifica non è neutra e che ogni scelta metodologica produce effetti concreti soprattutto sulle persone più fragili.

Finanziamenti, rischio e fuga dei talenti

Il confronto si estende anche alle condizioni economiche necessarie per trasformare la ricerca in cure, in un settore che richiede tempi lunghi, investimenti e fiducia. Francesco Micheli, presidente e CEO di Genextra Spa, indica nella paura italiana del fallimento uno dei limiti strutturali allo sviluppo dell'innovazione scientifica.

Fabio Tamburini, direttore de Il Sole 24 Ore, osserva che nelle start up dopo 3-5 anni il 90% fallisce e mette a confronto l'approccio degli Stati Uniti con quello italiano, dove l'insuccesso pesa ancora come uno stigma definitivo. Tamburini denuncia anche il basso livello delle retribuzioni dei ricercatori, collegando il tema alle riflessioni del governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta e del presidente di Confindustria Emanuele Orsini sul costo economico della dispersione di talenti.

Tra le soluzioni indicate emergono un uso più ampio della leva fiscale e il ricorso al capitale filantropico, proposto da Ilaria Villa della Fondazione Telethon come strumento per liberare la ricerca dall'ossessione del rischio. La giornata si chiude con il conferimento del titolo di Vimm Ambassador a Elisabetta Belloni, Luciana Lamorgese e Francesco Micheli.

Nel nostro precedente articolo sul programma 2026 di Jet HR per la prima assunzione, abbiamo raccontato l’iniziativa da 2 milioni di euro in crediti pensata per aiutare startup e microimprese italiane nella fase più delicata dell’avvio. Il progetto, realizzato con 24ORE Business School, prevede fino a 5.000 euro di credito nel primo anno e punta a ridurre rischi operativi e amministrativi legati alla gestione del personale nelle aziende che non hanno ancora assunto dipendenti.

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