Ue automotive, proposta di revisione apre a biocarburanti e target distinti per i van
Il confronto sulla revisione del regolamento europeo sulle emissioni di CO2 per il settore auto entra in una fase decisiva e resta aperto almeno fino al prossimo autunno. Nel dibattito pesano sia le richieste di neutralità tecnologica avanzate dall'industria italiana sia il contesto geopolitico che spinge i produttori europei, con Stellantis in testa, a rivedere le proprie mosse industriali in Asia.
In evidenza
- La proposta UE firmata da Massimiliano Salini prevede taglio emissioni CO2 al 2035 del 90% senza condizioni e target rivisti per i van (-30% al 2030, -80% al 2035).
- Il testo apre all’introduzione dei VEEF, auto alimentate al 100% da carburanti rinnovabili e considerate a zero emissioni, favorendo investimenti italiani come quelli di Eni.
- L’eliminazione delle condizionalità e la differenziazione dei target tra auto e veicoli commerciali possono ridurre la pressione regolatoria sulla filiera automobilistica italiana in transizione.
Revisione Ue tra target 2035 e carburanti rinnovabili
Come riporta Il Sole 24 Ore, la posizione sostenuta dal Governo italiano e da una parte rilevante della filiera dei componentisti automotive si riflette nella proposta firmata dall'eurodeputato di Forza Italia Massimiliano Salini, relatore del Parlamento europeo per la revisione del regolamento sugli standard di CO2. Il testo punta a correggere l'impostazione iniziale della Commissione europea in favore di una neutralità tecnologica più ampia.Fra i punti centrali, la proposta prevede che il target di riduzione delle emissioni al 2035 del 90% sia senza condizioni, superando il meccanismo che nella bozza iniziale lega il taglio anche all'impiego di acciaio green attraverso il sistema dei fuels credit e del credit steel. Il documento separa inoltre il comparto delle auto da quello del trasporto commerciale leggero e rivede gli obiettivi per i van, fissandoli al -30% nel 2030 e al -80% nel 2035, anche in questo caso senza ulteriori condizionalità.
La revisione apre anche alla possibilità di introdurre una nuova categoria di veicoli alimentati al 100% da carburanti rinnovabili, i VEEF, da considerare a zero emissioni. Su questo passaggio si concentra una partita industriale che coinvolge non solo l'automotive ma anche la chimica, con ricadute potenziali per l'Italia alla luce dei progetti di riconversione avviati da Eni.
Impatto sulla filiera italiana e sulle tecnologie di transizione
Secondo il presidente di Anfia Roberto Vavassori, tra gli elementi più rilevanti della proposta ci sono la differenziazione dei target tra autovetture e veicoli commerciali leggeri, l'estensione dei tempi di verifica da tre a cinque anni e l'eliminazione delle condizionalità collegate al taglio delle emissioni. Per la filiera, questi correttivi possono alleggerire la pressione regolatoria in una fase di trasformazione industriale ancora aperta.Vavassori sottolinea anche la necessità di una misura coerente sull'utility factor per i veicoli plug-in, osservando che il meccanismo penalizzante previsto dalla Commissione rischia altrimenti di compromettere il ruolo di queste motorizzazioni come tecnologie di transizione. La proposta incontra inoltre il favore delle associazioni dei produttori, fra cui Assogasliquidi e Unem, segnalando un interesse trasversale per soluzioni che mantengano in attività segmenti della filiera motoristica e dei carburanti rinnovabili.
Nel nostro precedente articolo sul piano industriale di Stellantis in Italia abbiamo ricostruito come il gruppo intenda rafforzare il perimetro produttivo nazionale con nuovi modelli a Melfi e Pomigliano e con la nuova generazione di veicoli commerciali Pro-One in Sevel. Allo stesso tempo, evidenziavamo i nodi ancora aperti su Cassino e Mirafiori, oltre alle incertezze sulle strategie per Alfa Romeo e Maserati e sulle piattaforme, con ricadute dirette sui volumi e sulla tenuta della filiera.
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