Il WTI testa quota 97$ mentre i trader ricalcolano il premio di rischio

Il WTI testa quota 97$ mentre i trader ricalcolano il premio di rischio
WTI

Il WTI continua a rafforzarsi, scambiando vicino a 97 dollari al barile e segnando la terza sessione consecutiva di rialzi. Il principale fattore trainante resta una nuova ondata di escalation legata all'Iran e le continue interruzioni del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, una rotta chiave per le forniture globali di petrolio. 

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Il mercato sta sempre più prezzando il rischio di interruzioni dell'offerta, mantenendo i prezzi vicino ai massimi plurimensili.

Il deficit di scorte sostiene ulteriormente i prezzi

I fattori fondamentali stanno fornendo ulteriore supporto alle quotazioni del petrolio. Secondo gli ultimi dati di settore, le scorte commerciali di greggio USA sono diminuite di circa 6,8 milioni di barili, segnando potenzialmente il sesto calo settimanale consecutivo. In un contesto di forte domanda stagionale, il mercato è sempre più preoccupato per un'accelerazione del calo delle scorte, soprattutto se le criticità logistiche in Medio Oriente dovessero persistere fino a giugno.

Lo Stretto di Hormuz resta un fattore chiave di incertezza

Nonostante alcuni segnali indichino una possibile ripresa dei negoziati tra USA e Iran, la situazione intorno allo Stretto di Hormuz rimane altamente instabile. Le ultime notizie indicano che il traffico delle petroliere è ancora significativamente inferiore ai livelli normali, mentre i costi assicurativi e di trasporto restano elevati. L'Agenzia Internazionale dell'Energia avverte che interruzioni prolungate potrebbero mantenere deficit di offerta e alta volatilità sul mercato petrolifero fino a fine anno.

Scenario di mercato principale

Nelle prossime settimane, gli operatori si concentreranno su tre fattori principali: evoluzione del conflitto legato all'Iran, dinamiche delle scorte petrolifere USA e ulteriori decisioni dell'OPEC+. Finché persisteranno i rischi di interruzione dell'offerta, lo scenario base prevede che i premi di rischio geopolitico rimarranno incorporati nei prezzi. Tuttavia, eventuali progressi nei negoziati e una graduale normalizzazione del traffico nello Stretto di Hormuz potrebbero innescare prese di profitto e un ritorno a livelli più giustificati dai fondamentali.

Prospettive a breve termine

In assenza di una de-escalation in Medio Oriente, il WTI potrebbe continuare a salire verso quota 100$, dove sono probabili prese di profitto sulle posizioni long. Qualsiasi annuncio che segnali progressi nei negoziati tra USA e Iran e/o Israele e Libano, come riportato nell'articolo Il WTI arretra dopo il rally mentre i trader prendono profitto su segnali di de-escalation, potrebbe innescare un calo del WTI verso l'area 91–90 dollari.

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