Sardegna, Confindustria e Confapi chiedono misure urgenti contro il rincaro dei trasporti marittimi
L'aumento dei costi di trasporto via mare sta aggravando la pressione sulle imprese sarde, con ricadute su produzioni industriali, occupazione e prezzi finali. Da giugno il maggior costo per le merci supera il 44%, mentre il sistema produttivo dell'isola denuncia uno svantaggio crescente rispetto ad altre regioni italiane ed europee.
In evidenza
- Confindustria e Confapi denunciano che dal giugno 2023 il costo del trasporto marittimo merci da e per la Sardegna è aumentato oltre il 44%.
- Le aziende collegano l'aumento dei costi all'entrata in vigore della direttiva ETS marittimo e al maggior prezzo dei carburanti a causa del conflitto in Medio Oriente.
- Le organizzazioni avvertono che l'aumento strutturale dei costi minaccia la competitività e l'occupazione in settori chiave dell'isola senza misure regionali di sostegno.
Allarme sulle imprese e richiesta alla Regione
Come riportato da Il Sole 24 Ore, Confindustria e Confapi sollecitano un intervento urgente della Regione Sardegna per contrastare l'incremento dei costi sostenuti dalle aziende nel trasporto delle merci. Le due organizzazioni avvertono che il rincaro sta mettendo in crisi le produzioni industriali dell'isola e minaccia anche i livelli occupazionali.Secondo le associazioni, tutte le merci e i prodotti che viaggiano via mare da e per la Sardegna registrano ormai un aggravio strutturale dei costi che da giugno supera il 44%. Questo incremento, spiegano, si trasferisce sui trasportatori, sulle imprese e infine sui consumatori, con effetti inflattivi pesanti per l'economia regionale.
Pressione di ETS e carburanti sul sistema produttivo
Le organizzazioni imprenditoriali collegano il peggioramento del quadro sia agli effetti della direttiva europea sull'ETS marittimo sia al rialzo dei carburanti legato al conflitto in Medio Oriente. A loro giudizio, questi fattori rendono ancora più evidente la condizione di disparità e insostenibilità che grava sul sistema economico della Sardegna.Confindustria e Confapi sostengono che da oltre un anno i settori strategici dell'isola, tra cui manifatturiero, lapideo, agroalimentare, logistica e trasporto, operano in condizioni di forte difficoltà rispetto ad altre aree italiane ed europee. Il timore è che la perdita di competitività delle imprese sarde diventi irreversibile in assenza di strumenti di sostegno e compensazione.
Nel nostro precedente approfondimento sul balzo dei prezzi del petrolio dopo l’escalation tra Iran e Stati Uniti nel Golfo abbiamo spiegato come i nuovi attacchi vicino allo Stretto di Hormuz abbiano riacceso i timori per l’offerta energetica globale. Abbiamo inoltre evidenziato che l’aumento del rischio geopolitico può tradursi rapidamente in costi di trasporto più alti e in nuove pressioni inflazionistiche sui mercati.
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