UE aggiorna il coordinamento della sicurezza sociale

UE aggiorna il coordinamento della sicurezza sociale
Accordo UE su welfare

Gli Stati membri dell'UE confermano un accordo provvisorio con il Parlamento europeo per rivedere il coordinamento dei sistemi nazionali di sicurezza sociale. L'intesa mira a chiarire il quadro normativo e a colmare lacune nelle regole su disoccupazione, assistenza a lungo termine, welfare e lavoro transfrontaliero.

In evidenza

  • L'accordo provvisorio aggiorna i regolamenti UE n. 883/2004 e n. 987/2009 sul coordinamento della sicurezza sociale dopo l'intesa con il Parlamento europeo.
  • La revisione copre indennità di disoccupazione, prestazioni familiari, assistenza a lungo termine, accesso al welfare per inattivi e regole per lavoratori distaccati o multi-Stato.
  • L'intesa rafforza la cooperazione tra istituzioni della sicurezza sociale UE e mira a una gestione più uniforme delle prestazioni sociali in un mercato integrato.

Revisione delle regole europee

Come riferisce il Consiglio dell'Unione europea, in base a quanto riportato da INPS, l'accordo provvisorio riguarda l'aggiornamento dei regolamenti UE n. 883/2004 e n. 987/2009 sul coordinamento della sicurezza sociale. La conferma da parte degli Stati membri arriva dopo l'intesa raggiunta con il Parlamento europeo la scorsa settimana.

La revisione si concentra su cinque aree principali: indennità di disoccupazione, prestazioni di assistenza a lungo termine, accesso alle prestazioni di welfare per le persone economicamente inattive, prestazioni familiari e legislazione applicabile ai lavoratori distaccati o attivi in due o più Stati membri. L'obiettivo è rendere più leggibile e coerente il sistema di tutele per cittadini e lavoratori che si spostano all'interno dell'Unione.

Impatto per lavoratori e istituzioni

Secondo Giuseppe Conte, Direttore centrale Relazioni internazionali dell'INPS, l'intesa rappresenta un passo concreto per la tutela di chi vive e lavora oltre i confini nazionali. Conte afferma che l'aggiornamento colma lacune normative e restituisce chiarezza su disoccupazione, prestazioni familiari e tutele per chi opera in più Stati membri.

L'accordo rafforza inoltre la cooperazione tra le istituzioni europee della sicurezza sociale, con l'obiettivo di evitare interruzioni dei diritti quando una persona attraversa una frontiera. Per l'Italia e per gli altri Paesi dell'UE, la revisione può contribuire a una gestione più uniforme delle prestazioni sociali in un mercato del lavoro sempre più integrato.

Nel nostro precedente articolo sulla campagna RedEst 2026 dell’INPS abbiamo spiegato come pensionati residenti all’estero possano trasmettere online le dichiarazioni dei redditi 2025 per le prestazioni collegate al reddito, insieme alle nuove indicazioni operative per patronati e consolati. Abbiamo inoltre evidenziato la riapertura della campagna RedEst 2025 (redditi 2024), che consente di recuperare adempimenti pendenti e rafforza i controlli sui requisiti reddituali necessari a mantenere le prestazioni.

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