Giustizia, il governo approva misure su lavoro dei detenuti e accesso alla professione forense
Il Consiglio dei ministri approva un provvedimento che punta a rafforzare la formazione e l'inserimento lavorativo delle persone detenute, con l'obiettivo di sostenere il reinserimento sociale e ridurre la recidiva. Nel pacchetto sulla giustizia rientrano anche la riforma dell'esame da avvocato, il rinvio del gip collegiale a febbraio 2027 e modifiche sulle competenze in materia di asilo e migrazione.
In evidenza
- Il governo approva uno schema di DPR che potenzia formazione e opportunità occupazionali per detenuti, con l'obiettivo di ridurre la recidiva.
- Le prove di accesso alla professione forense verranno rese più rigorose su richiesta del Consiglio nazionale forense, mentre il gip collegiale slitta a febbraio 2027.
- Le competenze su asilo e migrazione tornano ai tribunali circondariali e viene introdotto un limite temporale per l'azione di responsabilità professionale verso i notai.
Misure approvate e calendario della riforma
Come riferisce il Ministero della Giustizia, lo schema di DPR approvato dal governo interviene sull'organizzazione del lavoro dei soggetti sottoposti a trattamento penitenziario e mira a potenziare l'accesso dei detenuti alla formazione professionale. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri, spiega che il doppio obiettivo è consentire di apprendere un mestiere durante la detenzione e di trovare poi un'occupazione stabile e retribuita una volta usciti dal carcere.Il testo riguarda la formazione professionale delle persone recluse, la promozione del lavoro e l'organizzazione delle lavorazioni, le convenzioni per l'inserimento lavorativo e le opportunità formative e occupazionali negli istituti penitenziari. Secondo il ministro, l'investimento sul lavoro carcerario contribuisce ad abbattere sensibilmente la recidiva, perché la mancanza di lavoro e reddito dopo la pena espone maggiormente al rischio di nuovi reati.
Tra le altre misure inserite in uno schema di decreto-legge, il governo riporta l'accesso alla professione forense a prove scritte e orali definite di maggiore serietà, accogliendo le richieste del Consiglio nazionale forense. L'introduzione del gip collegiale viene invece rinviata a febbraio 2027, perché, spiega Nordio, restano difficoltà applicative legate soprattutto alla digitalizzazione degli atti.
Impatto sul sistema giudiziario e sull'organizzazione dei tribunali
Il ministro definisce il gip collegiale una delle riforme più qualificanti e garantiste, poiché prevede che siano tre giudici, e non più uno, a emettere le ordinanze di custodia cautelare. Nella linea del governo, la misura ha anche una funzione deflattiva rispetto alla popolazione carceraria, ma richiede tempi più lunghi per essere resa operativa.In materia di asilo e migrazione, le competenze tornano al livello circondariale e quindi ai tribunali, soluzione che Nordio indica come la più adatta dopo il confronto con l'Associazione nazionale magistrati e con i presidenti di Corte d'appello. Nel pacchetto figura anche l'introduzione di un limite temporale per l'azione di responsabilità professionale nei confronti dei notai, mentre il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi illustra la parte del nuovo schema di decreto-legge relativa all'attuazione del patto dell'Unione europea su migrazione e asilo del 14 maggio 2024.
Nel nostro precedente articolo sull’incontro tra il Ministero della Giustizia e il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili abbiamo riportato il ruolo riconosciuto dal ministro Carlo Nordio ai commercialisti come “collaboratori dello Stato” per l’equità fiscale e per l’attuazione della riforma della giustizia tributaria prevista dal Pnrr. Abbiamo inoltre evidenziato l’attenzione del governo alle ricadute dell’IA generativa sulle professioni e alla necessità di tutelare competenze specialistiche in un contesto di trasformazione tecnologica.
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