Il blocco dello Stretto di Hormuz mette pressione su Gold, che registra un calo giornaliero
Gold (XAU) è scambiato a $4.402,76, in calo dell’1,64% nella giornata mentre si mantiene vicino ai minimi della sessione. Il prezzo resta ben al di sotto delle sue principali medie mobili, riflettendo una persistente pressione ribassista.
Questo articolo è stato tradotto dall'originale. Leggi la versione originale del nostro corrispondente qui.
In evidenza
- Il blocco dello Stretto di Hormuz dalla fine di febbraio ha interrotto le forniture energetiche globali, facendo salire i prezzi del petrolio e alimentando timori di inflazione.
- Le preoccupazioni per le sanzioni e l'incertezza commerciale hanno spinto le banche centrali ad aumentare le riserve auree, ma l’oro subisce pressioni di vendita mentre crescono le aspettative sui tassi d’interesse.
- Gold scambia al di sotto delle principali medie mobili, con segnali di momentum deboli; il prezzo dovrebbe muoversi lateralmente tra $4.347,88 e $4.484,01, con una probabilità maggiore di ribasso.
Rischi di inflazione e acquisti delle banche centrali mentre persistono le tensioni geopolitiche
Il blocco dello Stretto di Hormuz dalla fine di febbraio ha causato gravi interruzioni nell’approvvigionamento energetico globale, portando a un aumento dei prezzi del petrolio e alimentando preoccupazioni inflazionistiche. Questi sviluppi hanno contribuito ad accrescere le aspettative di tassi d’interesse elevati più a lungo, riducendo l’attrattiva dell’oro come asset privo di rendimento. Inoltre, le banche centrali hanno ampliato le proprie riserve auree in risposta all’aumento dei rischi di sanzioni e all’incertezza nel commercio globale, riflettendo una domanda sovrana sostenuta, anche se l’andamento dei prezzi è rimasto sotto una più ampia pressione di vendita.
Prevale la pressione ribassista tra resistenze e segnali tecnici contrastanti
Tecnicamente, XAU scambia al di sotto delle MA-20, MA-50 e MA-200, sottolineando la pressione ribassista prevalente su periodi di breve, medio e lungo termine. Il livello Ichimoku Kijun è fissato a $4.470,19, fungendo da resistenza immediata. I dati Momentum mostrano MACD con segnale di vendita, ADX che resta neutrale e RSI anch’esso con segnale di vendita ma posizionato appena sotto la linea mediana. Nel frattempo, Stoch RSI e CCI sono entrambi Neutrali, indicando assenza di condizioni di ipercomprato o ipervenduto, mentre BBP è classificato come Ipercomprato e l’Awesome Oscillator resta Neutrale. Questa gamma di indicatori suggerisce una debolezza persistente mitigata da momenti di attività degli acquirenti.
Attesa una fase laterale con rischio ribassista leggermente superiore al rimbalzo
Nel breve termine, il prezzo dovrebbe oscillare all’interno di una banda di volatilità compresa tra $4.347,88 e $4.484,01. La probabilità favorisce leggermente un movimento al ribasso al 53% rispetto al 47% per un rialzo, ma lo scenario di base è una fase di consolidamento all’interno di questo intervallo definito. Un breakout rialzista sopra $4.470,19 potrebbe innescare una ripresa più ampia, mentre una discesa sotto $4.347,88 comporterebbe il rischio di ulteriori perdite nei prossimi giorni.
In precedenza, gli analisti avevano osservato che le prospettive dell’oro erano condizionate da segnali tecnici contrastanti e da una domanda degli investitori in evoluzione, portando a uno scenario cauto e laterale. L’attuale contesto, caratterizzato da rischi geopolitici elevati e persistente pressione ribassista, aumenta l’importanza di monitorare la resistenza a $4.470,19 per segnali di una possibile inversione rialzista.
Ultime notizie su Gold
- Forex
- Crypto