Riciclo plastica, fatturato delle imprese italiane in calo nel 2025
Il riciclo meccanico delle plastiche in Italia entra nel 2025 con ricavi in flessione per il terzo anno consecutivo, mentre i volumi continuano a crescere solo lievemente. Il peggioramento del secondo semestre, segnato da prezzi dei riciclati ai minimi del decennio e costi operativi elevati, porta i margini quasi ad azzerarsi per gran parte dei polimeri.
In evidenza
- Italian plastic recycling sector forecasts 2025 revenue at €685 million, down 1.1%, despite volumes rising 2% to 850,000 tonnes, signaling structural crisis.
- Rising energy costs—reaching €135 per MWh in December, over 40% higher than 2021—and falling recycled prices have erased sector profitability, impacting all firms except those with diversified activities.
- Recycled PET leads the sector with €272 million sales (+8.8%, over 228,000 tonnes) driven by EU SUP directive, but upcoming 2026-27 EU reporting rules will affect market balances.
Report 2025 e pressione sui margini
Come riportato da Plastic Consult per Assorimap e da Il Sole 24 Ore, il report 2025 sul riciclo meccanico delle materie plastiche presentato l'11 giugno alla fiera Plast indica un fatturato di 685 milioni di euro, in calo dell'1,1% rispetto al 2024, a fronte di volumi pari a 850mila tonnellate, in aumento del 2%. Il quadro descritto è quello di una crisi strutturale del settore, aggravata soprattutto nella seconda metà del 2025.L'aumento dei volumi non basta a sostenere la redditività di un comparto colpito dal calo delle quotazioni dei riciclati e dall'impennata dei costi energetici, saliti fino a 135 euro al MWh a dicembre, oltre il 40% in più rispetto al 2021. Walter Regis, presidente di Assorimap-Confimi, afferma che gli utili sono azzerati per tutte le imprese e che resistono soprattutto gli operatori che affiancano al riciclo attività come raccolta, selezione e altri segmenti diversificati.
Secondo Regis, la debolezza del comparto va oltre i bilanci aziendali, perché il riciclo meccanico rappresenta l'anello finale della raccolta differenziata e uno strumento per ridurre il contributo nazionale alla Plastic tax europea. Un suo indebolimento, avverte, rischia quindi di colpire l'intero sistema.
Il ruolo del Pet e gli equilibri del mercato
L'eccezione principale in un mercato dove il valore continua a scendere è il Pet riciclato, che supera 228mila tonnellate e diventa per la prima volta il segmento con il fatturato più alto del settore, a 272 milioni di euro, in crescita dell'8,8%, davanti al polietilene.Paolo Arcelli, direttore di Plastic Consult, spiega che il Pet segue una dinamica distinta perché sostenuto dalla direttiva europea Sup, che per le bottiglie per bevande prevede obblighi sul contenuto di riciclato. Per altri polimeri, tra cui polietilene flessibile e rigido, gli obblighi arrivano solo nel 2030, mentre nel frattempo la concorrenza di materiali presentati come riciclati resta aggressiva.
Arcelli segnala inoltre che anche la crescita dell'R-Pet va monitorata. La Commissione europea ha indicato che, ai fini della rendicontazione, contano solo i riciclati ottenuti da rifiuti post-consumo made in Europe, un criterio che secondo il report è destinato a modificare gli equilibri del mercato nel 2026-27.
Nella nostra precedente analisi sull’escalation tra Stati Uniti e Iran e sui rischi per lo Stretto di Hormuz, abbiamo evidenziato come il mercato abbia reagito con un immediato rialzo del Brent oltre 95 dollari al barile. L’attenzione dei trader si è concentrata soprattutto su possibili rincari di assicurazioni, ritardi e maggiore incertezza nei transiti, fattori capaci di mantenere l’energia volatile e di riaccendere pressioni su inflazione e costi aziendali.
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