Milano guida i listini europei mentre l'intesa U.S.-Iran sostiene banche e materie prime
Le Borse europee restano in modalità risk-on, sostenute dal rally di Wall Street e dal miglioramento del clima geopolitico dopo l'intesa di massima raggiunta tra U.S. e Iran. A Milano il FTSE MIB supera quota 52.500 punti, con il comparto bancario che continua a trainare il mercato e con gli investitori che valutano anche l'impatto su petrolio, inflazione e tassi.
In evidenza
- Il FTSE MIB supera quota 52.500 punti, trainato dai titoli bancari e dal miglioramento del sentiment per l'accordo U.S.-Iran.
- Il Brent perde circa il 10% da martedì scorso, con il Wti a 78 dollari e le materie prime in decima seduta consecutiva di calo.
- La Banca del Giappone alza i tassi di 25 punti base portandoli all'1%, mentre la Federal Reserve attende la riunione Fomc senza variazioni attese sui tassi.
Accordo U.S.-Iran e segnali delle banche centrali
Come riferisce Il Sole 24 Ore Radiocor, l'ottimismo sui mercati europei si rafforza dopo la volata della vigilia e i nuovi segnali di forza da Wall Street, dove il Dow Jones aggiorna un record e il Nasdaq sale del 3%, mentre i future indicano ancora un avvio orientato al rialzo.Il miglioramento del sentiment è legato soprattutto al clima di distensione internazionale seguito all'accordo raggiunto domenica notte tra U.S. e Iran. Gli operatori iniziano a scommettere sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, scenario che favorisce un ulteriore calo del greggio e una possibile attenuazione delle pressioni inflazionistiche.
Questo contesto può ridurre la necessità per le banche centrali di alzare i tassi di interesse. Sul fronte monetario prende intanto il via la riunione di due giorni del Fomc, per la prima volta presieduta da Kevin Warsh, mentre gli economisti si aspettano che la Federal Reserve lasci invariato il costo del denaro; la Banca del Giappone, invece, alza i tassi di 25 punti base, portandoli all'1%, in linea con le attese.
Milano sovraperforma, petrolio in calo e recupero dell'oro
Tra i listini del Vecchio Continente, Milano si conferma la migliore, ancora una volta spinta dai titoli bancari. Il FTSE MIB aggiorna così i massimi oltre quota 52.500 punti, beneficiando del quadro più favorevole per il rischio e delle attese di una politica monetaria meno restrittiva.Cresce intanto l'attesa per la firma dell'accordo tra Stati Uniti e Iran, prevista venerdì a Ginevra, dopo l'intesa di massima raggiunta domenica notte. L'accordo non è però ancora definitivo, perché si apre una finestra di 60 giorni di negoziati intensi per arrivare a un'intesa completa, soprattutto sul dossier nucleare, con l'obiettivo di garantire una pace effettiva in Medio Oriente.
Nel comparto energetico, il Wti scende in area 78 dollari e il Brent del Mare del Nord quota poco sopra gli 81 dollari. Secondo quanto evidenzia Mps, l'indice generale delle materie prime è alla decima seduta consecutiva di calo, mentre il Brent perde circa il 10% da martedì scorso; nello stesso scenario, i preziosi recuperano terreno e l'oro risale di circa il 7% dai minimi di qualche giorno fa.
In un nostro precedente articolo abbiamo analizzato il calo del petrolio legato all’accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran e alle aspettative di una riapertura dello Stretto di Hormuz. Abbiamo evidenziato che, pur riducendosi il “premio di guerra” sul greggio, restano incertezze sui tempi di normalizzazione dei flussi e rischi sul fronte fisico dell’offerta, con domanda cinese debole e scorte statunitensi sotto pressione.
- Forex
- Crypto